Ancora un super LeBron James trascina i Cavs alla vittoria. Non basta un Curry da 30 punti a Golden State. Nella notte tra domenica e lunedì, gara-7.

Quando LeBron James e i Cavaliers torneranno tra le mura amiche della Quicken Loans Arena ed è entreranno in campo per gara-6 delle Finals, sarà il più grande evento sportivo visto in questa terra. Sono le parole di Adam Woodard pubblicate all’interno di un suo articolo su USA Today. E per il più grande evento sportivo mai visto in Ohio, LeBron James non si è fatto trovare impreparato, disputando una partita perfetta. 41 punti in back-to-back, era capitato solo ad altri quattro giocatori nella storia delle Finals (Jerry West, Rick Barry, Michael Jordan e Shaquille O’Neal). Ancora k.o. gli Warriors, nonostante uno Stephen Curry meraviglioso, prima di essere espulso per falli. E così, sarà gara-7.

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PRIMO QUARTO – Molto, se non tutto, si decide nei primi dodici minuti. Cleveland parte con la giusta aggressività, forse anche troppa, considerando che Kevin Love commette due falli nel primo minuto di gioco ed è costretto a sedersi. Golden State fatica a trovare una buona circolazione di palla, cosa che sempre gli è mancata nei primi tempi di questa serie. I giocatori faticano ad avere dei tiri puliti e i primi 7, infatti, segnano un desolante 0 nella casella dei punti segnati. Ci vorranno 5’10” per permettere a Draymond Green di mettere a referto i primi punti per gli ospiti. Intanto, però, Cleveland inizia a crearsi un distacco importante: 8-0 di parziale. A differenza delle prime quattro gare, i Cavs non cercano di forzare dei tiri ad azione appena iniziata o fermando troppo la palla; in questo modo, costringono la difesa di Golden State a muoversi e questo frutta degli spazi che vengono presi dalle penetrazioni di James e Irving (16 punti combinati nel primo periodo). Inoltre, l’assenza di Bogut (stagione finita) costringe Kerr ha schierare sin dall’inizio il quintetto piccolo con il rientrante Green da centro. E considerando i numeri di questa serie, ci sono tutte le ragioni per farlo: con Curry-Thompson-Iguodala-Green-Barnes in campo, gli Warriors hanno un plus/minus di +57. Green, però, non sembra carico come ci si aspettava potesse essere e la differenza di stazza con Tristan Thompson (10 rimbalzi nel solo primo quarto) di certo non aiuta a farlo entrare in partita. Ne consegue che Cleveland nel primo quarto ha il controllo ttale del campo, sia internamente che esternamente. Termina 31-11. Mai i campioni in carica avevano segnato così poco in un qualunque quarto in questa stagione (22.7% dal campo).

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KING’S LAND – “Don’t ever give up”
cantano i Coldplay nel loro ultimo e straordinario successo musicale Up&Up. E finché non terminerà l’ultimo secondo di questa serie finale, sappia,o che LeBron James non si arrenderà mai. Come detto, 41 punti. Tanti, tantissimi. Soprattutto se ripetono per due gare consecutive. Troppi, se li sommiamo anche agli 11 assist che hanno prodotto 26 punti. In totale fanno dunque 67 punti generati dal Re, che stanotte è divenuto il quinto giocatore con più punti segnati nelle Finali (1052), superando in un colpo solo Havlicek (1018), Heinsohn (1037), Jones (1043) e Bill Russell (1051). “LeBron sta giocando da LeBron,” ha dichiarato coach Tyronn Lue a fine partita. “È uno dei più grandi di sempre. La nostra schiena era contro il muro e lui si è preso la responsabilità di portarci sulle sue spalle.” È la rappresentazione di un uomo in missione, di uno che è cresciuto nella città più brutta degli States per definizione (Mistake on the Lake), dove una gioia sportiva non si vive dalla vittoria dei Cleveland Browns al Superbowl 1966.

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Il momento della partita in cui Curry viene espulso dopo il sesto fallo

GARA-7 – I Cleveland Cavaliers diventano la terza squadra a trascinare una serie a gara-7 dopo essere stati sotto 1-3. Ci erano riusciti in precedenza solo i New York Knicks nel 1951 e i Los Angeles Lakers nel 1966. Una gara-7 che torna a tre anni di distanza da quella della American Airlines Arena tra Miami e San Antonio, famosissima per la meravigliosa tripla di Ray Allen allo scadere per forzare la partita all’overtime. In quella gara in campo c’era, ovviamente, anche James, che mise 37 punti. Nella sua carriera il n. 23/6 è arrivato a gara-7 cinque volte (3-2) e ha delle media importanti: 34,4 punti, 9 rimbalzi e 3,6 assist.  Da un punto di vista mentale, i pronostici sembrerebbero completamente ribaltati e Cleveland favorita. Se prima Golden State arrivava a queste Finals da squadra dei record e con una pressione incalcolabile addosso, adesso ne avrà ancora di più; dalla sua però avrà il fattore Oracle Arena. Chi vincerà il titolo 2016? Sintonizzatevi nella notte tra domenica e lunedì su Sky Sport 2 e lo scoprirete. Buona fortuna ad entrambe, perché non sarà una piacevole estate per chi dovesse perdere.

Michele Di Mauro

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