Pillola Eder per la Svezia e Italia agli ottavi

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L’Italia passa in extremis contro la Svezia con il risultato di 1-0 grazie al gol dell’interista Eder. Gli azzurri passano, così, agli ottavi.

L’Italia è qualificata per la fase ad eliminazione diretta degli Europei. Sembrava quasi improbabile raggiungere questo risultato alla vigilia della competizione in appena due partita, anche se non può esserci eccessiva soddisfazione per questo primo, piccolo traguardo all’interno della Kermesse Francese. Non si è vista una bella partita a Tolosa e qualsiasi tifoso con un minimo di senso calcistico ha potuto appurare che, rispetto alla gara contro il Belgio, gli uomini di Conte hanno compiuto un decisivo passo indietro. Gli azzurri hanno lasciato negli spogliatoi quella cattiveria agonistica che ha caratterizzato ogni singola giocata della partita contro i Diavoli Rossi. Tanta imprecisione e scelte tecniche errate non hanno contribuito a rendere la partita agevole.

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Squadra che vince non si cambia, d’accordo, ma affidarsi ad un gigante come Pellè contro altri giganti come i difensori svedesi è stata una decisione di scarsa arguzia. Se lunedì Conte non ha sbagliato nulla, oggi, forse ha sbagliato quasi tutto. Insensata la scelta di tener fuori uno come Insigne (ci spiegherà poi il mister perché il miglior giocatore italiano al momento in circolazione debba restare a marcire in panchina a vita) e di inserire Thiago Motta al posto di De Rossi.

El Diez” non ha fatto altro che rallentare ulteriormente una manovra offensiva che già stentava a decollare, oltre a prendersi un gran bel rischio con un passaggio orizzontale su cui l’altro numero dieci, Ibra, stava per avventarsi. Per chiudere in bellezza la partita, l’italo-brasiliano stava anche perdendo un pallone favorendo una pericolosa ripartenza avversaria. Per il resto si è limitato al compitino: passaggi ordinari e pochi lanci. Poca personalità e tanta lentezza, insomma. Altra scelta opinabile è stata quella di inserire, sullo 0-0, un incontrista come Sturaro al posto di un esterno offensivo come Florenzi.

Ci teniamo l’unica nota positiva, insieme alla prestazione della difesa (ovviamente) per ultima: Simone Zaza. Un guerriero. Ha impattato benissimo nella partita toccando il suo primo pallone con un tacco che ha favorito un’azione in ripartenza. Tante sponde, di cui una per Parolo che però ha sprecato impiegando troppo tempo a decidere cosa fare in area di rigore, e un’altra, decisiva, per il gol di Eder all’88’, e tanto lavoro sporco. Partita incolore, invece, per il numero 17 che si redime grazie a quello che può essere uno dei gol simbolo della cavalcata azzurra verso la vetta. Ultima nota negativa? Antonio Candreva: per lui poca spinta, poco coraggio di osare la giocata, tanti passaggi orizzontali e quattro traversoni sul portiere su altrettanti provati.

L’Italia si porta dietro la qualificazione e la soddisfazione di aver sfatato il tabù secondo cui gli azzurri non vincevano la seconda partita del girone di una competizione continentale dal Mondiale del ’70, grazie ad un successo maturato, forse, più per fortuna che per bravura.

Vincenzo Marotta 

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