Napoli accoglie Picasso: arriva l’ “Arlecchino con specchio”

L'ospite illustre è Pablo Picasso: l'Arlecchino con specchio a Napoli, che risponde inviando a Madrid l'ultimo Caravaggio

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Arlecchino con specchio picasso
-Arlecchino con specchio
Napoli-Madrid: mai state così vicine. L’asse dell’arte lega le due capitali, rendendole partecipi di uno scambio di alcune opere di due tra i più noti artisti del panorama italiano e spagnolo: Caravaggio e Picasso. Nell’ambito di un progetto di interscambi, “L’ospite illustre”, direttamente dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, il 17 giugno è giunta presso le Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, l’opera di Picasso, “Arlecchino con specchio” (Arlequin au mirorir), che resterà nella nostra città fino al prossimo 11 settembre 2016.

Napoli risponde “prestando” temporaneamente a Madrid, in occasione della mostra «Caravaggio y los pintores del Norte», “Il Martirio di Sant’Orsola”, uno degli ultimi capolavori di Caravaggio, dipinto pochi mesi prima della sua morte.

 Picasso e gli Arlecchini — “Volete che io dipinga grandi scene di vita umana? Datemi un mito ond’io vegga gli uomini in un ideale di vita unitaria. Siete voi in debito con me, e sino a che non mi soddisfarete, lasciate che io cerchi, che spezzi, che svari, che esalti, che satireggi la realtà come a me piace”. Queste parole, pronunciate da Pablo Picasso ad alcuni amici sul finire degli anni ’40 del XX secolo, racchiudono l’emblema della sua arte, da lui intesa come rivoluzionaria, drammatica nella sua esuberanza di forme e colori. La maschera di Arlecchino, dipinta numerose volte negli anni che vanno dal 1901 al 1936 ( è il cosiddetto “periodo blu e rosa”), simboleggia proprio la drammaticità della nuova “età del progresso”: una maschera, sempre dipinta senza la maschera propriamente intesa, in quanto il viso è lasciato scoperto per mostrare l’espressione di tristezza di un uomo che veste gli abiti di un personaggio tradizionalmente comico. Tanti Arlecchini, quindi, che rappresentano in realtà l’artista stesso, o suo figlio, o i suoi amici.

picasso arlecchinoIl dipinto “Arlecchino con specchio”, straordinariamente ospitato a Napoli, appartiene alla collezione “Arlecchini seduti”. La sua realizzazione risale al 1923 quando Picasso, di ritorno dal viaggio a Napoli del 1917, ripropose la rappresentazione di questa maschera, reinserendola all’interno dei canoni classici, nella proposta di un tentativo di “ritorno all’ordine”. Osservando l’opera, è facile accorgersi di come in essa nulla, a parte il cappello, rimandi agli altri arlecchini sgargianti né tantomeno alla tradizionale maschera veneziana: l’abito ricorda quello dei trapezisti circensi classici, l’espressione del viso invece somiglia a quella di Pierrot. E proprio questa somiglianza riporta lo spettatore indietro nel tempo, nella prima fase della produzione dell’artista castigliano, quando egli soleva raffigurare insieme Arlecchino e Pierrot. Due maschere che rappresentano la condizione dell’artista nell’età moderna: triste, malinconico, solo, sotto una veste dalla quale ci si aspetterebbe tutt’altro. Una rappresentazione che, nella sua linea ripresa dalla classicità libera osservata negli Scavi di Pompei, è capace di suscitare nello spettatore una tenerezza e una malinconia senza pari.

Tra folklore e  amore per la tradizione, arte classica e reperti storici, Napoli quasi 100 anni dopo riapre le porte al padre del cubismo, e, sorridendo alla sua opera, sorride alla bellezza e a lui.

Sonia Zeno

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Sonia Zeno, nata il 19/08/93 a Napoli e residente in Ercolano. Laureanda in Lettere moderne, aspira a diventare una docente di letteratura italiana e scrittrice, amante della poesia e convinta che essa sia capace di donare occhi nuovi con cui guardare il mondo circostante, scoprendo in ciascuno di noi una speciale e singolare sensibilità.

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