Copa America, Argentina in semifinale: Higuain e Messi show

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Argentina – Venezuela, ottavo minuto: cross dalla trequarti di Messi e spaccata di Higuain. Risultato? 1-0. Si sblocca la gara ma finalmente a sbloccarsi è anche e soprattutto il bomber del Napoli.

Ancora zero segnava la casella reti per il centravanti dell’Argentina, che dopo venti minuti su errore della difesa venezuelana porta a due le marcature nella partita e nella Copa America del Centenario. Non poteva mancare la firma del capocannoniere della serie A, di chi per 36 volte ha fatto urlare il suo nome ai tifosi napoletani. Tiro al volo e freddezza sotto porta marchi del numero 9 azzurro, pardon albiceleste, che all’ombra del Vesuvio hanno ormai impressi nella mente e che ora è tempo di sfoggiare in terra statunitense per cercare di alzare al cielo la Copa, che la nazionale argentina non vince da ventitré anni. Vittoria di un trofeo che è mancata nella stagione irripetibile del Pipita, che ha solamente accarezzato il sogno tricolore.

Troppo forte quest’Argentina per il malcapitato Venezuela. Senza l’acciaccato Di Maria ed Aguero entrato solo ad un quarto d’ora dalla fine, ci pensano Messi ed il neo-colchonero Gaitan ad illuminare la notte statunitense al Gillette Stadium di Foxborough. Assist e gol per la pulce, assist per l’ex Benfica accompagnano la nazionale guidata dal Tata Martino in semifinale. Registra il proprio nome sul tabellino anche Lamela: l’ex Roma segna il quarto gol un minuto dopo la rete della bandiera di Rondon. Nel 4-1 finale c’è gloria anche per un altro ex del campionato italiano, Sergio Romero. L’ex numero uno della Sampdoria compie interventi decisivi ma soprattutto sul 2-0 blocca facilmente il rigore calciato malamente da Seijas. Un cucchiaio azzardato che spegne i sogni della Vinotinto di riaprire un match ormai segnato.

ArgentinaRECORD – A Foxborough, dove ventidue anni fa un’infermiera passata alla storia per aver preso per mano e  consegnato alla leggenda la figura di Diego Armando Mardona, oggi gli dei del calcio incoronano un altro pezzo di storia della nazionale argentina: Leo Messi. Il fuoriclasse del Barcellona con il gol segnato nella notte raggiunge a 54 il re dei bomber della nazionale albiceleste Gabriel Omar Batistuta. Triangolo con il  Gaitan e palla in fondo al sacco più i due assist ad Higuain e Lamela constatano che questa volta la Pulce vuole alzare questo “maledetto” trofeo con l’Argentina dopo i tanti successi con il Barça. Ribadiamo che 54 gol in 111 presenze con la diez albiceleste sulle spalle sembrano addirittura pochi per chi ne ha realizzati più di quattrocento con la deu blaugrana, ma ora non è tempo di confronti per la pulce, è tempo di vincere finalmente anche con la maglia della nazionale. La delusione delle finali perse a Rio e a Santiago contro Germania e Cile bruciano ancora nel cuore di Messi e di tutto il popolo argentino. Ora, però, sembra che il mal di nazionale sia alle spalle e la domanda sorge spontanea: chi fermerà quest’Argentina? I prossimi avversari sono i padroni di casa degli Stati Uniti, guidati da uno che l’Argentina l’ha già battuta, addirittura in una finale mondiale, il tedesco Jürgen Klinsmann.

Ivan D’Ercole

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Laureando in Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, amo la storia e nutro un profondo interesse per la politica e la geopolitica. Lo Sport è la mia passione, il Calcio la mia vita, conoscere e raccontare le sue storie più belle il mio obiettivo.

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