Intervista ad Andrea Lamoglia, portiere dell’Acquachiara

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Ciao Andrea, puoi spiegarci bene il tuo ruolo nello scacchiere in campo?

“Il mio ruolo è quello di estremo difensore, ovvero portiere. É un ruolo che attribuisce responsabilità ed è determinante. Il portiere non deve solo essere attento e concentrato sulla palla ma deve essere in grado di motivare i compagni se necessario, leggere il gioco prima di tutti e chiamare gli schemi.

Come sei arrivato all’Acquachiara? Raccontaci brevemente la tua carriera

Correva l’anno ’97 e una mia zia, giornalista sportiva, cara amica di Franco Porzio avendo notato le mie doti acquatiche mi propose di fare un provino alla Scandone all attenzione dello stesso Porzio. Non andò a buon fine in quanto avendo io frequentato sempre strutture di grandezza normale, entrare per la prima volta a 8 anni in una struttura così imponente mi paralizzò, non riuscii a fare il provino. A quel punto fu lo stesso Porzio a proporre alla mia famiglia di andare all’Acquachiara e quando vi misi piede fui affascinato dalla cordialità e gentilezza di tutti gli addetti ai lavori e capii che da lí a poco sarebbe diventata la mia seconda famiglia. Infatti ho fatto tutta la trafila giovanile acquachiarina fino all’innesto in prima squadra avendo avuto come unica parentesi un anno in cui ho giocato col Pomigliano, squadra facente parte comunque del gruppo Acquachiara.

Oltre che il tuo ruolo in campo, c’è anche quello di motivare?

“Certo. Premettendo che questa è una mia caratteristica personale, il ruolo di portiere non fa che accentuare questo mio aspetto dato che è colui che ha una visione di gioco più completa oltre a dare il suo apporto tecnico-tattico deve anche dare una scossa alla squadra nel momento del bisogno.”

Contento che una squadra come l’Acquachiara ti abbia affidato le chiavi della propria porta in campo?

“Ovviamente, dopo anni di sacrifici, aver avuto questa opportunità per me è motivo di grande orgoglio e sono onorato di rappresentare in acqua la squadra che mi ha cresciuto. Ci tengo a specificare che questo per me non è un punto d’arrivo ma di partenza.”

Il ruolo di portiere è per scelta propria o per “obbligo”? Mi spiego meglio: nel calcio spesso tra ragazzi si usa affidare il ruolo di portiere a quello più carente in tecnica. Ci puoi spiegare bene questa tua scelta?

Nel mio caso assolutamente per scelta. Il portiere è un ruolo determinante con alta percentuale di responsabilità ed anche questo si addice a quello che sono io. Per me è sempre stato più divertente evitare di prendere goal che farli”

L’agonismo che c’è tra voi e le altre squadre corregionali, resta nei limiti dello sport o, sinceramente, a volte si eccede?

“Certo, ci possono essere delle eccezioni ma nella maggior parte dei casi ciò che avviene in acqua rimane lì e non si riversa al di fuori, anche perché ci conosciamo tutti molto bene e siamo amici.”

Ci puoi raccontare qualche emozionante vittoria?

“Ad oggi sicuramente la vittoria più emozionante é stata quello contro i cugini del Posillipo, primo derby giocato in campionato da titolare e da protagonista, vinto 6-3. Ma mi piace pensare che quella più emozionante deve ancora avvenire…. “

Speri che il tuo nome da giocatore, travalichi i confini nazionali?

Ovvio. Ogni giocatore lo desidera anche se a mio parere il campionato italiano è quello più ambito e competitivo. Quindi per il momento il mio unico pensiero è fare bene nella massima serie italiana”

Perciò si nutrono grandi ambizioni riguardo al settebello?

“Per ora voglio rimanere coi piedi per terra. É solo l’inizio ed ho tanto da dimostrare, ma ovviamente è il sogno di ogni giocatore italiano far parte del settebello.”

Qualche ragazzo, aspirante pallanuotista, sicuramente leggerà quest’intervista, cosa gli puoi dire per dare fiducia? Sperando che coltivi il proprio sogno.

“Il lavoro ripaga sempre. Bisogna avere spirito di sacrificio, determinazione e costanza in quello che si fa ed è importate anche avere il supporto della famiglia e ancor di più di una società seria con persone preparate

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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