Capodimonte, viaggio nell’abbandono (VIDEO)

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i giardini di Capodimonte

Su segnalazione di alcuni residenti, che lamentano una condizione di abbandono e degrado, ci siamo recati a Capodimonte nelle immediate vicinanze del Real Bosco e della storica Reggia.

Capodimonte – Precisamente nella zona tra il tondo di Capodimonte e gli ingressi prossimi alla Reggia. Il nome della zona deriva dal medioevale Caput de Monte e vi è traccia di tale toponimo già nell’anno mille. In epoca classica l’area era denominata Ara Vetus. 

Carlo di Borbone, folgorato dalle bellezze della collina che aveva anche un bosco stupendo lungo diversi chilometri, decise di realizzarvi una casina di caccia. Nell’area vennero costruite anche la splendida Reggia e l’Osservatorio astronomico.

Nel 1800 fu affidato al Niccolini l’opera di rinnovamento che si è conservata intatta nella distribuzione attuale. I lavori furono eseguiti tra il 1832 e il 1836, anno in cui furono terminati. Il genio scenografico del Niccolini si manifestò nella monumentale scala che si erge in fondo al tondo e che permetteva un più facile accesso alla collina di Capodimonte, nella sistemazione dei giardini attorno alla scala, realizzando anche un piccolo anfiteatro alla sommità di essa e infine nella nuova impostazione del tondo.

In particolare vi installò al centro un elegante giardino fiorito con fontane a vasca, realizzando una vera e propria rotatoria naturale.

Sono molti i poli turistici del luogo tra cui ricordiamo anche le Catacombe di San Gennaro. Ma, purtroppo, la zona ultimamente non gode dell’attenzione delle istituzioni e sono molte le manifestazioni di degrado.

Nella vicina salita Santa Maria delle Grazie abbiamo trovato siringhe ed escrementi oltre che vegetazione selvatica. Nei giardini del tondo di Capodimonte erano presenti siringhe e depositi di materiali e nei pressi della fontana dei giardini c’erano scope, palette e sedie. Il tutto lungo un percorso praticato di frequente dai turisti.

Nel servizio che vi proponiamo, e che trovate a margine dell’articolo sono evidenziate tutte le condizioni di cui abbiamo parlato, nonché lo sfogo di alcuni residenti ormai scoraggiati.

Salvatore Annona

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Nato a Napoli nel 1975 vi ho vissuto fino ad oggi, senza mai emigrare. Dopo il diploma di geometra, ho conseguito la Laurea in Ingegneria Civile nel 2005 con tesi in Ingegneria Sismica. Ho una splendida famiglia con moglie e due splendidi figli. Attualmente esercito la libera professione e sono membro della Commissione Manutenzione e Recupero degli Edifici Industriali presso L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. Curioso sin dalla nascita, ho coltivato diverse passioni come la lettura e la grafica digitale. Amo immensamente la musica e lo sport (in particolare il calcio ed il tennis).

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