Laura Boldrini-Forza Italia: è scontro sulla cittadinanza

0
438
laura boldrini

Le invasioni di campo di Laura Boldrini, che tende facilmente a dimenticarsi di essere arbitro e trasformarsi in giocatore, sono ormai note e continue, specialmente in materia di immigrazione, e le attirano l’odio delle destre.

Quello di Salvini è ormai ampiamente manifestato, che di recente ha parlato di alcuni presunti stupratori di nazionalità non comunitaria definendoli «risorse boldriniane da castrare chimicamente».
Offese gratuite e prive di fondamento per la Boldrini, ma che consentono di accedere ai voti degli elettori più sensibili alla tematica nazionalista.

A risorgere deve invece provare Forza Italia: la catastrofe elettorale mostra un partito debole e dilaniato dagli scontri interni, incapace di affrontare gli avversari. Ed il metodo sembra essere la rincorsa alla Lega: offrire un moderatismo più accentuatamente patriottico (sarebbe meglio dire nazionalista), così da sottrarre voti alla Lega e poter tornare ad essere il perno della coalizione. Per farlo, ecco che si accoda agli attacchi contro Laura Boldrini su un argomento scottante ma, sino ad oggi, di scarso rilievo per la politica nazionale, incentrata sul renzismo e sulla fagocitosi del Partito della Nazione.

La (futuribile) nuova legge sulla cittadinanza è stata approvata dai deputati della Camera il 13 ottobre 2015. Il testo prevede due innovazioni:

  • la possibilità per chi sia nato nel territorio italiano di diventare cittadino dello Stato, se il genitore è in possesso di un permesso di soggiorno di lunga durata (cd. ius soli, anche se “all’italiana”);
  • la possibilità per chi abbia frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni di ottenere la cittadinanza.

L’approvazione era stata accompagnata dalle proteste della Lega Nord, con Roberto Calderoli che dichiarava:

«La cittadinanza non può essere regalata a chiunque, tanto meno può farlo un Governo non eletto da nessuno»

Più aggressiva ancora era stata Giorgia Meloni:

«La geniale soluzione della sinistra per integrare gli immigrati: regalare la cittadinanza e svendere la nostra identità, la nostra storia e la nostra cultura»

Forza Italia, invece, pullulava di elementi schizofrenici. Il gruppo dichiarava di votare contro, ma Renata Polverini e Anna Grazia Calabria votavano favorevolmente al provvedimento.

Laura Boldrini invadeva il campo, come suo solito, entrando nel merito:

«Montecitorio fa cadere la barriera che per troppo tempo ha tenuto separati tanti giovani e giovanissimi nuovi italiani dai loro compagni di scuola e di gioco»

Questo accadeva il 13 ottobre. Adesso è giugno 2016, ed il Senato non ha ancora neanche discusso il testo. Così la Presidente della Camera ha sentito il bisogno di rimproverare il collega Pietro Grasso: è trascorso troppo tempo e l’Italia ha bisogno di una nuova e più civile legge sulla cittadinanza; anche se, non lo nasconde, avrebbe gradito una normativa ancora più libera. L’invito è caduto nel vuoto, ma Forza Italia ha immediatamente lanciato l’urlo di guerra, quell’urlo che nessuno aveva udito a Montecitorio, anticipando persino la Lega.

«Il provvedimento va cambiato radicalmente» [Paolo Romani]

Quanto accaduto alla Camera è stato un incidente di percorso: stavolta nessuna defezione, tutti uniti. Una legge che il 13 ottobre andava perfezionata adesso è del tutto iniqua ed erronea. Romani ha tastato il polso del Paese e ha deciso che Forza Italia deve tornare a far parlare di sé, ad essere intransigente, a recuperare credibilità per salvarsi. Il compromesso non ha portato da nessuna parte: bisogna essere radicali nelle proprie scelte. Il partito di Berlusconi è rimasto senza uomini e senza idee: adesso può solo lanciarsi dove lo porta la corrente a caccia di elettori, o naufragare rapidamente.

Vincenzo Laudani

NESSUN COMMENTO