Claudio de Magistris: “Il mio cognome non mi ha mai aiutato. Candidarmi nel 2018? Non mi precludo più nulla”.

Fratello del rieletto sindaco Luigi, Claudio de Magistris non le manda a dire e in un’intervista racconta di come il suo cognome non gli abbia assolutamente fruttato tutti quei vantaggi sui quali tanto si vocifera.

Classe ’72, diplomato al liceo classico e laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Fisciano. Nel 1994 de Magistris junior inizia, poi, il suo lavoro come operatore culturale presso la Milagro Advertising, società che si occupa di organizzazione d’eventi in città. Sette anni or sono decide di licenziarsi per affiancare il fratello nella sua prima candidatura alle Europee del 2009 e da quel giorno viene accusato di essere un favorito, un privilegiato.

“Il mio cognome non mi ha aiutato. È stato uno svantaggio, non mi aiutava prima quando Luigi faceva il pm, non mi ha aiutato dopo, quando lui ha vinto le europee e poi è diventato sindaco. Spero si possa dire senza scatenare risse. Le cose che ho fatto in questi anni, comunicazione politica e promozione culturale, le facevo già”.

Si riferisce ai numerosi attacchi che in questi anni gli sono stati rivolti, vedi la recente questione sulla sua dichiarazione dei redditi pari quasi a zero o l’indagine giudiziaria (da poco conclusasi) partita quando, nel 2013, gli venne affidata la gestione dell’America’s Cup.

“In questi anni – spiega Claudio de Magistris – mi hanno detto e attribuito di tutto, mi hanno diffamato, mi hanno accusato, hanno messo in discussione i diritti basilari da garantire a qualsiasi persona. Adesso invece lo scoop è che ho due dichiarazioni dei redditi da disoccupato? Ebbene sì anche il fratello del sindaco è uno dei tanti precari di questo Paese, che ha avuto la fortuna di poterselo permettere e che avrà una prossima dichiarazione dei redditi sicuramente meno triste”.

E continua: “Chi mi conosce sa o chi vuole conoscermi, senza bisogno di andare a frugare nella mia vita personale, capirebbe i sacrifici che si è disponibili a fare per seguire passioni e ideali. Si dovrebbe però avere la correttezza e il buon gusto di scindere le vicende personali dal ruolo politico e pubblico che ho avuto, per l’immagine della città e per gli eventi che, se pur a titolo gratuito, credo di aver espletato con soddisfazione e risultati tangibili nell’interesse della città, cosa che peraltro già facevo prima ancora che Luigi diventasse sindaco di Napoli”.

Fatto sta che Claudio de Magistris ha continuato a combattere alla sinistra del fratello, ed ha portato a casa, ancora una volta, una nuova vittoria. Proprio in queste ultime settimane, però, i due non hanno navigato sulla stessa lunghezza d’onda: “In queste settimane non siamo stati d’accordo. Lui ha voluto subito lanciare l’idea del Movimento. Io pensavo che non fosse giusto nel momento in cui si vota per il sindaco offrire un’arma e far balenare l’idea, a qualche avversario, che tu stai pensando a Roma: cosa che infatti Luigi non farà. Ma lui, appunto, non è un calcolatore. E poi si sa com’è fatto: non lo fermi”.

Per quanto riguarda, invece, una sua probabile candidatura nel 2018 le idee sono molto chiare: “Candidarmi nel 2018? Non mi precludo più nulla. Mancano però ancora due anni, è presto per parlarne. Ora devo curare il radicamento del Movimento, partendo dai duemila iscritti di Dema e cercando di far conoscere quello che è accaduto a Napoli anche oltre Napoli. E devo seguire la comunicazione sul referendum costituzionale, ovviamente per il NO!”

Flora Visone