La bugia di Farage metterà in difficoltà gli inglesi

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La vittoria sul Brexit è una vittoria di Farage e dello UKIP, il partito britannico nazionalista, che potremmo definire di destra, ultraliberista e, decisamente, xenofobo. Che abbiano portato a casa la partita non c’è dubbio, anche di fronte al fatto che i conservatori inglesi, i Tories, abbiano sì, vinto, ma ne escono divisi: David Cameron era a favore del Remain, Boris Johnson decisamente per il Leave.

La propaganda elettorale di chi ha sostenuto l’uscita del Regno Unito si è basata sull’eccessiva presenza degli immigrati, sul sistema sanitario e sul tema dell’Unione Europea come istituzione inutile e costosa. Su questo, la prima, reale, proposta dello UKIP, ma anche di Boris Johnson, è stata quella di lasciare l’UE affinché 350 milioni di sterline inviate settimanalmente alle istituzioni europee tornassero in patria per essere investiti nel sistema sanitario inglese.

Che le cifre siano sbagliate l’hanno spiegato in lungo e in largo la maggior parte dei giornali UK: lo spiega il The Guardian in un articolo molto dettagliato che spiega che quella cifra di 350 milioni di sterline è sbagliata. Il motivo è semplice: il Regno Unito “paga” una “tassa” per rimanere in Europa di circa 18 miliardi di sterline: ma grazie ad un accordo fatto da Margareth Thatcher, l’Europa sconta ai britannici 5 miliardi e, tra costi netti ed soldi inviati dall’UE al Regno Unito, quei 350 milioni diventano meno della metà. The UK’s independet factchecking charity, ha chiarito la cosa.

Ma perché, quindi, la bugia di Farage ha creato più danni che mai?

Sia Boris Johnson che Nigel Farage hanno utilizzato questa bugia per costruire una campagna mediatica tutta fatta sul sistema sanitario inglese e, sul fatto, che, con i fondi in più ottenuti si potessero fare investimenti sulla sanità. Ma, il giorno dopo la vittoria del Leave è proprio Farage a spiegare che, in realtà, quei fondi non possono essere garantiti. Messo sotto torchio della giornalista del Telegraph, il membro più importante dello UKIP e alleato di Beppe Grillo in Europa ha detto che “quei soldi non possono essere garantiti. E’ stato un errore aver usato quell’argomentazione durante la campagna referendaria”.

Quello che viene da chiedersi è: quante persone sono state convinte a votare Leave sulla base di questa promessa? E, se oggi si rivotasse, vincerebbe di nuovo il fronte Brexit, alla luce di queste bugie ed ombre?

1 COMMENTO

  1. Questa notizia sa di TRUFFA ELETTORALE!!!!!!!!!!!!!
    Se ci fosse un po’ di onestà il referendum sarebbe da rifare
    Luciano

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