A rischio Imola e Monza: la Brexit della F1

0
1170

Pochi giorni fa un referendum popolare inerente l’uscita o la permanenza del Regno Unito nell’UE, ha sancito che la volontà del popolo vuole il cosiddetto “leave”. Tempo un paio d’anni e a meno di sorprese e/o contro movimenti europeisti l’UK uscirà definitivamente dall’Unione Europea. Insomma, la Brexit ha vinto.

Segnatelo in rosso sul calendario, perché per le conseguenze che potrà portarsi dietro negli anni (al momento fingiamo non ci sia un’analisi più lucida rispetto ad altre su quello che potrà accadere) sembra che il 24 giugno 2016 non lo vedremo su una, ma almeno due o tre pagine dei libri di storia che verranno.

Chiaramente un accadimento di così grande spessore, che tra l’altro quasi nessuno si aspettava (in primis il premier Cameron, che ha subito rassegnato le dimissioni), nei primi tempi avrà ripercussioni specialmente nel campo delle relazioni internazionali. A non passarla liscia sarà forse anche la Formula Uno, che nelle vesti di Bernie Ecclestone sembra aver trovato ancora una volta un motivo valido – si fa per dire – per allontanare il motorsport più famoso dell’ultimo secolo dalla sua terra natia, l’Europa.

Non ci sarebbe molto su cui creare uno scandalo, del resto, se si pensa che Ecclestone appartiene a quella parte (anziana) della popolazione britannica che ha votato per il “leave”.

“Il prossimo calendario della Formula 1 perderà uno o due appuntamenti europei,” ha tuonato Ecclestone. “Non posso dire quali ma i nuovi Paesi che entreranno non saranno europei. La F.1 d’altronde non è un Europeo ma un Mondiale”. 

Le parole del personaggio che da anni è additato come il principale artefice dell’aver fatto della F1 moderna un’entità commerciale vera e propria si aggiungono o, anzi, prendono forza, dalla già avviata campagna di trasferimento della F1. Un viaggio dall’Europa al mondo intero che zio Ecclestone ha in mente da un bel po’.

PHOTO4_426916-990x660

Che uno dei Gp che a breve potrà salutare il calendario della Formula Uno sia quello di Silverstone, a questo punto, non desta più scalpore. Un’Europa che quindi anche nel mondo dei motori sembra perdere pezzi importanti lungo la strada, complici interessi economici e complesse manovre politiche. Manovre che a noi italiani riguardano più da vicino, soprattutto nella vicenda “braccio di ferro” che prima della fine dell’estate dovrà annunciare chi tra Monza e Imola ospiterà il prossimo gran premio d’Italia nel 2017.

La Br(ianza)exit: Imola al posto di Monza?

A Baku, nell’ultimo weekend di F1, s’è fatto un gran vociare sulle motivazioni che porterebbero l’Aci (Automobile Club Italiano), che detiene la titolarità della gara di Monza, ad avere sia i diritti che le piene disponibilità per ospitare il Gp, a differenza dell’ente promoter dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari (che va sotto il nome di “formula Imola”).

FRECCE-TRICOLOR03I-by-Lorenzo-Beretta

Arriviamo al punto. Da un lato c’è l’Aci, un ente pubblico che facendo parte della federazione accanto al CONI si presenta come gestore e organizzatore del gran premio nella Brianza. Secondo il presidente Angelo Sticchi Damiani mancherebbero solo alcune criticità da affrontare prima di firmare un contratto definitivo con la FOM. La copertura finanziaria necessaria ammonta a circa venti milioni, di cui la fetta più grande sarebbero quelli assicurati dalla legge di stabillità dello scorso anno e i rimanenti quelli che la regione Lombardia s’è detta pronta a mettere a condizione però di poter partecipare al capitale di SIAS (vedi qui) 

Dall’altra parte, invece, c’è la rappresentanza della società promotrice “formula Imola”, che dice di poter far fronte direttamente ai problemi di natura finanziaria senza fare ricorso alla regione. Sostiene inoltre di trovarsi di fronte a una “violazione costituzionale e a un aiuto di stato specifico perpetrato attraverso un ente pubblico (Aci)” sulla base di danaro riveniente in particolare dalla gestione del PRA (pubblico registro automobilistico), i cui proventi e funzionalità sarebbero stati trasferiti direttamente al ministero dei trasporti secondo la recente legge Madia.

Insomma, un tira e molla tutto in salsa italiana. Secondo il presidente di formula Imola Selvatico Estense “se la Federazione sta tergiversando su Imola sarà solo per aspettare che la regione Lombardia entri nel capitale di SIAS, per salvare interessi particolari non del tutto chiari e trasparenti, violando a nostro avviso la legge Madia”; tuttavia, quel che si apprende è che, sebbene sia vicina, manca l’ufficialità che il provvedimento sia stato legiferato.

Intanto, tra le parti si spera che a spuntarla sia almeno una delle due. E no, non è scontato: l’ultimatum di Ecclestone scade a settembre, e se entro allora nessuno avrà tirato più dell’altro potremmo addirittura rinunciare al prossimo Gran Premio d’Italia. E assistere a una nuova Brexit… sì, ma quella della Brianza.

Nicola Puca

Fonte immagine in evidenza: mbnews.it

NESSUN COMMENTO