L’Annunziata chiude. Sanità pubblica a picco

Nella città con più bambini in Europa chiude l'ospedale dei bambini per eccellenza. De Magistris: "Ci opporremo con tutte le forze"

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ss annunziata
ss annunziata

Sembra davvero non dover finire mai il calvario che stanno attraversando le aziende ospedaliere nella nostra regione e, nella fattispecie, a Napoli. Anche l’Annunziata chiude i battenti.

Dopo i “ridimensionamenti” che negli scorsi mesi hanno falcidiato alcuni ospedali del capoluogo partenopeo, anche una storica eccellenza napoletana come l’Ospedale SS Annunziata vede la propria efficienza operativa svanire a causa dei tagli, imposti alla sanità nazionale, dal Governo Renzi.

Ma andiamo con ordine: il primo dei grandi ospedali napoletani che negli ultimi tempi è stato vittima del famoso “ridimensionamento” è stato l’ospedale San Gennaro, alla Sanità. La struttura ha dovuto, in maniera a dir poco scandalosa rinunciare all’operatività del proprio pronto soccorso. In un presidio come il San Gennaro, ospedale centrale di uno dei quartieri più popolati del centro storico, la mancata operatività del pronto soccorso è una cosa quantomeno gravissima. La situazione infatti, pone un inquietante interrogativo sulla sicurezza dei cittadini.

Il secondo grande nosocomio ad essere devastato dai tagli ai fondi è stato il San Paolo di Fuorigrotta. Siamo a novembre dello scorso anno e qui i posti letto dell’ospedale vengo ridotti dai già pochi 300 agli scandalosi 120. In un ospedale che deve coprire con la sua operatività l’intera area Fuorigrotta-Bagnoli (300.000 abitanti) 120 posti sono una cifra a dir poco vergognosa. Il San Paolo, come anche il San Gennaro sono diventati ormai ospedali di passaggio, che non possono far altro che caricare chi ha bisogno di immediate cure su di un’ambulanza e trasportarli verso gli ospedali collinari, il Cardarelli (il massimo degli ospedali napoletani, sempre più in trincea ormai) su tutti.

E veniamo infine all’ospedale dell’Annunziata: dal 1 luglio l’ospedale chiude. I suoi 20 posti letto di Terapia intensiva neonatale e pediatria verranno delegati all’ospedale Santobono, mentre i 200 dipendenti (medici, infermieri, funzionari etc) rimarranno in servizio (non si sa a fare cosa) o, si spera, verranno spostati in altre strutture ancora funzionanti. L’ospedale per eccellenza dei bambini napoletani quindi, che fino a qualche anno fa contava oltre 1500 parti al suo interno, non esisterà più, sarà un guscio vuoto. Ci si appella quindi al presidente De Luca che aveva dato la sua parola che non uno solo dei nosocomi partenopei sarebbe stato chiuso, dopo i vergognosi tagli alla sanità Renziani (ricordiamo sempre che sono ben 17 miliardi dal 2015 al 2017).

Intanto sabato il sindaco Luigi De Magistris, insieme all’assessore Roberta Gaeta e ai presidenti della seconda e terza municipalità Chirico e Poggiani, ha incontrato una folta delegazione di cittadini e operatori della sanità pubblica. Il sindaco ha annunciato di volersi opporre con tutti i mezzi, anche quelli giuridici, al progressivo smantellamento della sanità campana e, in particolare, si pensa di ricorrere all’Avvocatura del Comune di Napoli.

Questo il commento di De Magistris: “La situazione che riguarda innanzitutto gli ospedali Annunziata e San Gennaro è paradossale considerando anche le problematiche generali dei quartieri di appartenenza. Il primo Luglio, inoltre, è annunciata la chiusura dei reparti di degenza dell’ospedale Annunziata ed è gravissimo che questi tagli alla salute pubblica passino sulla testa dei cittadini e dell’Amministrazione Comunale. Non è tollerabile che le scelte che riguardano la salute dei cittadini, della quale il Sindaco è garante, avvengano senza interpellare le Istituzioni locali e senza un preventivo confronto con l’utenza e la cittadinanza.

Molto duri anche i commenti dell’assessore Gaeta e dei due presidenti di municipalità: “Nella città con più bambini d’Europa non è ammissibile che la Regione Campania trascuri la salute dei più piccoli, considerando soprattutto il dato della mortalità infantile in Campania che è molto più alta rispetto al dato nazionale: nel 2015 il 4,3% entro il primo anno di vita rispetto il 3,5 italiano. Per tutti questi motivi ed anche altri, presidieremo materialmente gli ospedali stando in prima linea insieme al popolo napoletano che vuole essere ascoltato.

Mercoledì 29 giugno, l’Amministrazione Comunale sarà presente alla Conferenza Stampa indetta davanti palazzo Santa Lucia alle ore 11 per denunciare pubblicamente la chiusura dei reparti degli ospedali San Gennaro e Annunziata e per promuovere il protagonismo popolare al fine di costruire soluzioni concrete per il territorio. Da tempo ormai invitiamo i cittadini a riflettere sulla attuale situazione sanitaria campane e nazionale: il governo Renzi, coi suoi forti tagli a sanità e istruzione (i settori dove nel resto d’Europa si investe di più), sta cercando in tutti i modi di uccidere il settore pubblico a favore dei privati. Le persone con un reddito basso non riescono praticamente più a curarsi e a dare un’istruzione ai propri figli. Appare vitale un immediato cambio di rotta, perché la forbice tra chi ha tutto e chi non può più vivere si riduca.

Domenico Vitale

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