Caserta, consigliere PD finisce in carcere. Avrebbe estorto denaro

0
387

Raffaele Guerriero, neo consigliere comunale a Marcianise, dove recentemente è stato eletto, nelle liste del PD finisce in carcere con l’accusa di aver estorto denaro in modo mafioso.
Insieme a Guerriero, dietro le sbarre finisce anche Tommaso Del Gaudio.

Per gli inquirenti, i due indagati avrebbero estorto ai vertici dell’azienda DHI, azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e in altri Comuni della somme di denaro non dovute che avrebbero gonfiato gli stipendi, in particolare quello di Del Gaudio, che avrebbero percepito tra aprile e giugno di quest’anno somme di quasi 3000mila euro accanto al salario “legittimo”. Le indagini sono partite ad aprile dopo una protesta di 24 ore dei dipendenti della società che lamentavano ritardi negli stipendi; il Comune di Santa Maria Capua Vetere multò per decine di migliaia di euro l’azienda.

Intanto il Partito Democratico sospende il consigliere comunale.
«Il fermo di Raffaele Guerriero a cui vengono contestati reati gravissimi e incompatibili con le idee e l’impegno del Partito Democratico non può e non deve gettare alcuna ombra sulla nascente nuova esperienza amministrativa di Marcianise che invece è nata proprio per rinnovare e risanare la politica in quel comune». Lo afferma il senatore Franco Mirabelli, commissario del Pd casertano e capogruppo del Pd in Commissione Antimafia, commentando l’arresto del consigliere comunale democratico di Marcianise Raffaele Guerriero. «Come sempre attendiamo con piena fiducia l’esito del lavoro della magistratura augurandoci che Guerriero possa dimostrare la propria innocenza, ma proprio perché non ci siano dubbi sul nostro impegno per la legalità abbiamo sospeso Guerriero dal PD e, nel caso la commissione elettorale lo ritenesse comunque eleggibile e lo proclamasse consigliere comunale, chiederemo a lui di dimettersi immediatamente anche per poter distinguere la propria vicenda giudiziaria da quella politica con cui nulla hanno a che fare i reati che gli vengono contestati», conclude Mirabelli.

NESSUN COMMENTO