Il Mondo in Questione: attentato in Bangladesh, il nuovo trattato CETA e…

Eccoci al nostro consueto appuntamento settimanale. Grazie a Il Mondo in Questione scoprite come cambia il mondo in soli sette giorni. Partiamo!

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Il mondo in Questione

Ben ritrovati, carissimi lettori di Libero Pensiero e della rubrica Il Mondo in Questione, l’unica che vi permette di scoprire come cambia il mondo nel giro di una settimana. Scopriamo insieme le notizie degli ultimi sette giorni!

CONFERENZA ONU SUI DIRITTI UMANI E GUATEMALA

È poco conosciuta dalla comunità internazionale, ma importantissima per il dibattito sui diritti umani, la vicenda della guerra civile in Guatemala che, tra il 1960 e il 1996, ha fatto più di 200.000 morti e più di 45.000 dispersi, tra vittimondome del conflitto e desaparecidos. A testimonianza del monito che per l’ONU questa vicenda rappresenta sul tema del rispetto dei diritti fondamentali, le Nazioni Unite hanno tenuto il 29 giugno scorso un incontro al vertice proprio nella capitale del Guatemala, durante il quale è intervenuta il Procuratore Generale del Paese centroamericano, Thelma Aldana: l’alto magistrato ha riferito di come la sua Nazione si sia risollevata dal disastro della guerra e dai dolori e lacerazioni sociali che ha provocato in più di trentacinque anni, citando i passaggi della complessa opera di ricostruzione e riconciliazione che ancora oggi va avanti tra mille difficoltà. Ha anche fatto riferimento alle vicende giudiziarie ancora in corso, come quella sugli abusi compiuti nella base militare di Sepur Zarco, dove furono tenute prigioniere e schiavizzate diverse donne di etnia indigena q’eqchi’, oppure quella del cosiddetto caso Creompaz, in cui si è accertata la sparizione di quasi un centinaio di bambini, spesso operata dall’esercito guatemalteco. Ha inoltre sottolineato che un ruolo decisivo per il contrasto ai nuovi fenomeni di schiavitù e sfruttamento oggi in tutta l’America latina è ricoperto dalla lotta alle mafie, al narcotraffico e alla corruzione nazionale e internazionale.

CETA: IL “FRATELLINO” DEL TTIP PROSSIMO ALL’APPROVAZIONE

Se ne parla poco o nulla, ma l’Unione Europea sta per dare il suo via libera a un trattato commerciale molto esteso con il Canada, il CETA. Questo viene spesso considerato il “fratellino” del TTIP, il trattato Usa-Ue che tante sollevazioni popolari sta generando soprattutto in Europa, e una sua eventuale approvazione (ad oggi praticamente certa) farebbe felici non solo canadesimondo e membri della commissione europea, ma anche appunto gli uomini d’affari degli States, che verrebbero così rassicurati sulla fattibilità di tali tipi di accordi. Come il TTIP, anche il CETA di fatto si proprone di eliminare tutte le barriere possibili che influiscono negativamente sul libero scambio, e i suoi detrattori affermano che con il TTIP ha anche in comune particolari rischi sul piano ambientale, della salute e della tutela del made in Italy. Gli oppositori italiani al trattato infatti ci sono, nonostante godano di scarsa visibilità mediatica, e sono gli stessi che sono scesi in piazza più volte contro il TTIP. Eppure il Ministro italiano allo Sviluppo economico Calenda ha fatto recapitare a Cecilia Malmstrom, Commissaria europea al Commercio, una lettera nella quale viene proposto che la ratifica del trattato non preveda la solita votazione nei parlamenti nazionali, ma bensì la sola approvazione in Consiglio e Parlamento europeo.

TURCHIA – MOSSA DIPLOMATICA DI ERDOĞAN: PACE CON ISRAELE E RUSSIA

L’attentato di Atatürk ha messo in allarme una nazione in rinascita, protagonista di riconciliazioni che potrebbero riscrivere i copioni recitati sul palcoscenico internazionale.mondo La manovra diplomatica di Erdoğan ha condotto la Turchia a riallacciare i rapporti sia con Israele, compromessi da sei anni, che con la Russia, inaspriti a seguito dell’abbattimento del caccia russo nel novembre 2015. Ciò accade in un momento storico che vede i rapporti tra la Turchia e l’UE resi difficili dal “compromesso” imposto da Erdoğan affinché la propria nazione si faccia carico di profughi e migranti a favore dell’Unione. Ad allontanare ulteriormente la Turchia dal contesto occidentale, collaborando a rinsaldare i ritrovati legami con Israele e Russia, sono anche i dissapori con il Vaticano, che ha scelto di riconoscere come “genocidio” il massacro del popolo armeno. Al centro del dialogo tra Erdoğan e Putin, che con molte probabilità si incontreranno prima del G20, vi è la necessità di trovare un accordo riguardo alla Siria: se la Turchia ha sempre mostrato di favorire i ribelli siriani, la Russia, ponendosi anche in antitesi agli USA, sostiene il governo di al-Assad. Tuttavia, l’instabilità politica e la quasi totale ingovernabilità del territorio hanno probabilmente convinto le due nazioni a un’azione congiunta.

ATTENTATO ISIS IN BANGLADESH, COINVOLTI ANCHE ITALIANI

Un gruppo armato, ieri, ha fatto irruzione in un locale di Dacca, la capitale del Bangladesh, sparando sulle persone presenti all’interno del bar, causando 20 morti e prendendo circa 20 ostaggi. mondoL’attentato è stato rivendicato dal gruppo dell’ISIS, stando a quanto è stato riportato da alcune agenzie locali. Tra gli ostaggi ci sarebbero anche italiani, o almeno è ciò che ha lasciato trapelare il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, dal suoi tweet in cui ha scritto: «Seguo momento per momento la situazione Dakka. Ansia per gli italiani coinvolti, vicino alle famiglie». Altre fonti riportano anche la notizia di uno scontro a fuoco tra i terroristi e un commando di polizia che ha provocato 3 feriti, tra cui due ufficiali. Alcuni testimoni hanno riferito che i responsabili dell’attentato hanno urlato “Allah Akbar” prima di sparare sui civili. La situazione è comunque in continuo aggiornamento.

Hanno collaborato: Rosa Ciglio, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Valerio Santori

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