PD Napoli, divisioni e polemiche

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Prosegue lo scontro sul futuro del PD a Napoli, ad un mese dal disastroso primo turno delle elezioni comunali che aveva sancito la prematura uscita dai giochi della candidata Valeria Valente.

Il partito sembra essere irrimediabilmente diviso in anime diverse: la testimonianza del difficile momento è stata fornita questa settimana da alcuni eventi promossi da diversi esponenti di spicco. Quasi in contemporanea, si sono riuniti almeno tre poli del PD: a quello “ufficiale”, che fa capo alla stessa Valente, si sono aggiunti quello dei cosiddetti “autoconvocati” e quello di Antonio Bassolino (quest’ultimo ha avuto la sponda importante di Gianni Cuperlo, in occasione della presentazione, ieri, di un libro di Goffredo Bettini sulle possibilità di rinnovamento del centrosinistra, nella sede della sua associazione Sudd).

I primi a far sentire la loro voce sono stati gli “autoconvocati”, un gruppo indipendente che fa capo a Giuseppe Russo, Andrea America e Tommaso Ederoclite, ex membro dimissionario della Segreteria Provinciale: a margine di una riunione tenutasi lo scorso martedì, cui hanno partecipato non meno di 50 persone, il gruppo ha ritenuto opportuno emanare un documento, un atto di accusa nei confronti dell’attuale dirigenza napoletana del PD, ma anche un primo programma per interventi di “risanamento” del partito a Napoli. I contenuti sono piuttosto forti e poggiano su tre punti fissi: richiesta di commissariamento, ricostruzione dalla base e addio alla leadership della Valente, ritenuta tra i maggiori responsabili del fallimento elettorale. L’obiettivo del nuovo corso PD, aggiunge America intervistato dal Mattino, deve essere <<un congresso aperto, vero, con regole certe e diverse da quelle attuali>>: la necessità del “ritorno alla base” del PD, con l’abbandono dei giochi letali delle correnti è ribadita sia nel documento degli “autoconvocati” (<<noi oggi dobbiamo dire che si volta registro. Rassegnate le vostre dimissioni. E’ stata sovvertita la natura politica del PD grazie alla degenerazione correntizia. Il correntismo va sbarcato e le tessere vanno azzerate. In queste condizioni è difficile impiantare e far crescere il seme del rinnovamento e del cambiamento>>, si legge) sia dalle parole dello stesso America (<<vogliamo che le componenti tornino a dare un contributo di idee, mentre oggi sono luoghi di accaparramento di potere che impediscono la discussione e il rinnovamento>>).

Non sarà facile: secondo Bassolino, che ha parlato proprio mentre la Valente teneva altrove il suo personale evento, <<queste elezioni sono state un passaggio forte, come la Brexit. Eppure questo cambiamento era ampiamente prevedibile. Le elezioni andavano guidate, seguite>>. La presenza in platea dello stesso “autoconvocato” Andrea America è indice che il gruppo dei dissidenti dalla Valente è nutrito e forse compatto: forse, perché in realtà sul favore o meno all’ipotesi commissariamento non si fa particolare chiarezza. In effetti, Cuperlo si mostra quantomeno perplesso o preoccupato dal fatto che per Napoli <<si è pensato al commissariamento, ma non sarebbe il primo, e la cosa deve far riflettere>>: considerazione sintomo solo di profonda amarezza o di perplessità nel ricorrere al commissario di partito? Del resto, anche secondo l’analisi di Gianluca Daniele, consigliere provinciale di Area Riformista, il problema maggiore sembra essere quello della leadership: <<a Torino, dove Fassino ha perso non di molto le elezioni, si farà un congresso anticipato, così come a Roma, dove Giachetti è comunque andato al ballottaggio nonostante mafia capitale e il pasticcio del caso Marino. Solo a Napoli (…) a proporsi per la svolta sono proprio quelli che hanno portato il partito al disastro (leggi Valente, ndr)>>.

E l’ex candidata sindaco? Anche il suo evento raggiunge, ieri, un discreto numero di presenze, con un parterre stavolta più ufficiale che “alternativo”, che sfoggiava in prima fila i segretari di area metropolitana Carpentieri e regionale Tartaglione. L’appoggio aperto dei vertici campani è dunque per lei, Valeria Valente, che tenta di fare appello all’unità, riunendo tutti i suoi fedelissimi, anche se alla fine mancheranno tutti i consiglieri comunali PD. Smentisce intese sottotraccia col sindaco (<<perché non ha nulla a che vedere col centrosinistra>>), annuncia opposizione serrata (<<noi costruiamo l’alternativa a De Magistris>>) e <<confronto con la città per i prossimi cinque anni>>; non le manda a dire ad alcuni dei suoi contestatori (<<ho letto di iniziative che Daniele fa con il sindaco, deve chiarirsi le idee>>), ma non cita mai direttamente Bassolino.

Valente è l’unica ad essere probabilmente convinta che il commissariamento ci sarà, del resto Renzi lo ha detto e ribadito in più occasioni: in queste ore, sono salite le quotazioni del sindaco di Ercolano Buonajuto. L’ex candidata non ha dubbi, bisogna seguire le indicazioni del Presidente del Consiglio: <<da lui, che riconobbe la sconfitta nelle primarie contro Bersani, arriva la lezione che dalle sconfitte si può ripartire>>.

Con quali compagni di viaggio e con che mezzi riprendere il cammino, si vedrà. Per ora, è ancora il tempo di polemiche e rese dei conti.

Ludovico Maremonti

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