Il grande cuore dell’Italia non basta, Germania in semifinale

Una grandissima Italia sfiora l'impresa contro i Campioni del Mondo. 1-1 dopo 120 minuti (Ozil e Bonucci). La lotteria dei rigori sorride ai tedeschi.

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Gli Azzurri osservano un minuto di silenzio in onore delle vittime dell'attentato a Dacca, in Bangladesh.

L’Italia viene eliminata da Euro 2016 nella maniera più ingiusta possibile. Ci sono voluti diciotto calci di rigore per decretare la vittoria della Germania che stacca così il pass per le semifinali dove affronterà la vincente dell’ultimo quarto di finale tra Francia e Islanda. La forza d’urto dei Campioni del Mondo in carica è stata retta benissimo dagli uomini di Conte per 120′, grazie alla grande determinazione e all’immenso cuore messi in campo. Resta l’amaro in bocca per quello che sarebbe potuto essere e non è stato. Affrontare e tenere testa in soli sei giorni a Spagna e Germania è cosa da pochi: l’Italia c’è riuscita alla grandissima dominando i Campioni d’Europa e arrendendosi soltanto ai rigori contro i tedeschi. Nonostante l’ evidente gap tecnico, gli Azzurri hanno giocato ancora una volta una partita tatticamente perfetta annullando l’enorme potenziale offensivo degli avversari. I rimpianti ci sono e ci accompagneranno a lungo, soprattutto per gli errori dal dischetto: ma è chiaro come questa Nazionale abbia gettato il cuore oltre l’ostacolo, dando tutto ciò che aveva e dimostrando una voglia di vincere e di prevalere che poche altre volte si era vista. La Germania sfata il tabù: si tratta infatti della loro prima vittoria contro di noi in ben nove scontri tra Europei e Mondiali.

L’Italia mandata in campo da Conte è la stessa dell’impresa contro la Spagna di lunedì scorso, eccezion fatta per l’infortunato De Rossi che siede in panchina; al suo posto Sturaro. Il tecnico tedesco Löw teme gli Azzurri e cambia modulo passando dal solito 4-2-3-1 ad un più prudente 4-3-3 inserendo dal 1′ il difensore Howedes al posto di Draxler. La Germania domina la prima metà del primo tempo con un grande (quanto sterile) possesso palla, costringendo l’Italia nella propria metà campo. La pressione tedesca si allenta a ridosso della mezz’ora e gli Azzurri provano a tessere qualche trama offensiva grazie alle veloci ripartenze imbastite sull’asse Giaccherini-Éder-Pellè. L’Italia si difende bene e la prima conclusione degli avversari arriva soltanto al 40esimo, con una girata di testa di Gomez che finisce alta. Due minuti più tardi è invece l’Italia ad avere la chance più ghiotta per sbloccare il match:  Sturaro impatta di destro su cross di Giaccherini ma la deviazione di Boateng è provvidenziale e salva Neuer. Nel secondo tempo il copione non cambia: Germania che fa la partita e Italia schierata a protezione della propria area di rigore. Il match si infiamma al 65′: Gomez pesca Hector in area di rigore; sul cross del terzino, deviato dalla difesa italiana,  il più veloce ad avventarsi è Ozil che di sinistro batte Buffon. Gli Azzurri accusano il colpo e sbandano paurosamente; un minuto più tardi è uno strepitoso intervento dell’estremo difensore juventino su Gomez a salvarci dal 2-0 e a tenerci in vita. I tedeschi sembrano accontentarsi del minimo vantaggio e abbassano il baricentro, lasciando all’Italia il pallino del gioco. Al 78esimo un clamoroso quanto ingenuo fallo di mano di Boateng in area di rigore ci dà la possibilità di pareggiare: dagli 11 metri Bonucci batte Neuer, regalandoci i meritati tempi supplementari. Nelle due squadre subentra la stanchezza e la paura di perdere e così nei 30 minuti di extra-time non ci sono occasioni da goal nè da una parte nè dall’altra. Per decretare chi tra le due approderà in semifinale ci si affida alla lotteria dei calci di rigore: gli errori di Muller, Ozil e Schweinsteiger non bastano. L’Italia fa addirittura peggio, fallisce quattro penalty (Zaza, Pellè, Bonucci e Darmian), ed è eliminata.

Perdere fa sempre male, si sa. Ma quando la sconfitta arriva contro un nemico storico come la Germania e per di più ai calci di rigore la delusione è enorme. Buffon e Barzagli, intervistati ai microfoni nel post-partita, non riescono a trattenere le lacrime. Bisogna però essere orgogliosi di ciò che questi ragazzi hanno fatto: in un Europeo dove molti ci davano per spacciati già nella fase a gironi, gli Azzurri si sono resi protagonisti di prestazioni super in cui hanno dato tutto ciò che avevano, colmando qualche lacuna tecnica con la grande fame di vittoria. Conte lascia, il Chelsea lo attende. La guida tecnica è ora affidata a Giampiero Ventura. Non sarà facile ricominciare dopo questa beffa, ma il neo C.T. Azzurro potrà contare su un gruppo di ragazzi che ha dimostrato non soltanto un enorme attaccamento alla maglia ma, per diversi aspetti, di essere una della Nazionali più forti al Mondo.

Ugo D’Andrea

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