Termodinamico STEM®, la sabbia diventa energia

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All’interno del Polo Energetico Integrato di A2A a San Filippo del Mela, in provincia di Messina, è stato inaugurato l’impianto termodinamico STEM® – Magaldi che produce energia elettrica dalla sabbia.

Quest’innovativa struttura è il frutto della collaborazione tra A2A e la Magaldi Sun di Salerno. La prima è una nota multiutility lombarda con sede a Brescia attiva da anni nel campo dell’energia e la seconda è un’azienda di Salerno leader mondiale nella ricerca e produzione di soluzioni innovative nel campo dell’energia solare.

L’impianto STEM® (acronimo che sta per Solare Termodinamico Magaldi), inaugurato in data 30 giugno, è stato sviluppato sui 54 ettari che ospitano la maxi centrale termoelettrica Edipower ad oli combustibili in funzione dal 1971. Il progetto, che nel complesso verrà a costare 180 milioni di euro, è stato realizzato in otto anni dal gruppo Magaldi con il Cnr e l’Università di Napoli e consente al momento di far sviluppare fino a 2 megawatt di energia elettrica.

La società lombarda A2A ha deciso di riconvertire la vecchia struttura, considerata troppo inquinante, tutelando 170 posti di lavoro e realizzando un impianto fotovoltaico da 864 Kw. Nei prossimi 5 anni è prevista la realizzazione di un impianto biogas e un termovalorizzatore da 250mila tonnellate l’anno per bruciare combustibili solidi secondari, ossia rifiuti urbani e speciali trattati.

La tecnologia di STEM® utilizza la tecnica del beam down, una serie di 786 eliostati che inseguono il sole nella sua traiettoria per concentrarne i raggi su un ricevitore. L’impianto sfrutta le capacità di un letto fluido di sabbia che gli permette di funzionare come una ”batteria solare”, accumulando il calore durante le ore giornaliere ad elevata insolazione e conservandolo di notte quando il sole non c’è. Questo storage termico piuttosto flessibile consente alla struttura di funzionare 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno.

Gli impianti solari termodinamici presenti attualmente nel mondo utilizzano un particolare olio minerale diatermico oppure i cosiddetti sali fusi. Si tratta di elementi fortemente inquinanti, ma necessari per il funzionamento di questi impianti.

Il problema è stato superato da Magaldi Group grazie all’impiego di sabbia non addizionata a nessun componente inquinante. Anche in caso di incidenti non può, quindi, avvenire la contaminazione dell’ambiente circostante. I cittadini del messinese possono stare tranquilli.

Vincenzo Nicoletti

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