Nigel Farage: “Aiuterò gli altri partiti europei ad uscire dall’Europa”

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12 Feb 2015, London, England, UK --- Nigel Farage, the leader of the UK Independence Party (UKIP) drinks a cup of tea at the Smallgains boatyard during a campaign stop on Canvey Island in Essex, southeast England February 12, 2015. REUTERS/Suzanne Plunkett (BRITAIN - Tags: POLITICS) --- Image by © SUZANNE PLUNKETT/Reuters/Corbis

Una conferenza stampa che sa di dichiarazione di guerra nei confronti dell’Unione Europea, Nigel Farage si è lasciato andare: “Sì, lo farò, a chi vuole un aiuto ad uscire dall’Europa io darò una mano. Si possono fare cose in maniera diversa oltre i partiti, guardate il Movimento 5 Stelle in Italia come ha cambiato la politica”. In Italia, spiega Farage, “in estate scoppierà una crisi del settore bancario italiano, in questo momento ci sono luci di allarme accese”.

Farage, ex leader dell’UKIP, ha deciso di contribuire a rafforzare il fronte dell’euroscetticismo, dando una mano, a chi lo dovesse chiedere, per imbastire campagne sull’uscita del Paese dall’Europa. Le sue parole sono forti, ma mettono in crisi un sistema, quello Europeo, che sta cominciando a crollare sotto i colpi dei partiti e movimenti euroscettici. In tanti sostengono che il dilagare dei partiti populisti in Europa è dovuto alla deriva liberista dell’EU e che, il rigore economico, non abbia fatto altro che aumentare le diseguaglianze in ogni Paese membro.

Aiuterò con chi in altri Paesi vuole seguire il nostro esempio

Da Farage arriva l’assist per gli alleati del Movimento 5 Stelle: “Non devono essere per forza partiti (quelli con cui collaborerò, ndr), guardate come il Movimento 5 Stelle ha cambiato la politica in Italia”, ha detto l’eurodeputato. Eppure dal M5S subito dopo la Brexit era arrivata una risposta chiara sull’uscita dall’Europa: “Il Movimento 5 Stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla. Se non fossimo interessati all’Unione Europea non ci saremmo mai candidati”. Nonostante ciò, l’alleanza tra loro è più forte che mai.

Farage sogna di tornare nel 1940

“Vorrei tornare qui fra cinque o dieci anni, quando quest’Unione europea non esisterà più, quando non ci saranno bandiere (europee, ndr) inni nazionali (europeo, ndr), eserciti e battaglie (qui è meno chiaro a cosa si riferisca, ndr). Ma ci sarà un’Europa basata sull’idea del 1940, sulle nazioni che decidono di avere scambi commerciali e che cooperano. Allora forse sarò io il più pro europeo”.

 

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