Il PD difende Alfano: le opposizioni vogliono la sua testa

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“Angelino Alfano sta facendo bene il suo lavoro di ministro e le cose che leggiamo non coinvolgono né il suo lavoro né la correttezza del suo comportamento. La richiesta di dimissioni è pretestuosa”. Lo afferma il capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, Ettore Rosato, interpellato sulla richiesta di dimissioni del ministro dell’Interno avanzata dalle opposizioni di M5S, Lega e Sinistra Italiana.

Cosa sta succedendo?

Facciamo subito chiarezza: il Ministro Alfano non è indagato, ma è nella bufera che ha coinvolto la famiglia, padre e fratello. Almeno per ora. L’inchiesta riguarda tangenti e corruzione che travolgono anche alte cariche istituzionali a Roma: le tangenti sarebbero servite per far assumere il fratello di Alfano alle Poste Italiane. Fa tutto parte dell’inchiesta “Labirinto”, con ben ventiquattro ordinanze di custodia cautelare, cinque misure interdettive e un sequestro di più di 1,2 milioni di euro tra immobili, conti correnti e quoti societarie. Questo il bilancio di un’inchiesta che potrebbe -secondo fonti parlamentari- mettere in difficoltà Matteo Renzi ed il suo Governo. Tra gli indagati anche un parlamentare di Area Popolare, il gruppo che sostiene la maggioranza, Antonio Marotta e l’ex sottosegretario all’Istruzione nel governo Berlusconi, Giuseppe Pizza.

Proprio lui spiega la storia dell’assunzione del fratello del Ministro in una società delle Poste. L’intercettazione è chiara: “Angelino lo considero una persona perbene, un amico. Se gli posso dare una mano…”. “Una scheggia che non, hai detto bene tu l’altra volta… – interviene Tedesco – non è gestibile”. E Pizza conferma: “Cioè ma Angelino che è intelligente ha capito… Tu devi sapere che lui va dicendo … Lui come massimo poteva avere 170mila euro, io gli ho fatto avere 160mila… Tant’è che Sarmi stesso gliel’ha detto ad Angelino ‘io ho tolto 10mila euro d’accordo con Lino (Pizza ndr) per evitare’… ‘No, no ha fatto benissimo’ e lui adesso va dicendo che la colpa è mia che l’ho fottuto che non gli ho fatto dare i 170 mila euro. Cioè gliel’ho pure spiegato poi ti facciamo recuperare…”.

Le opposizioni chiedono la testa del Ministro

Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana attacca Alfano: “Le vicende familiari, sulle quali avevamo presentato una interrogazione già nel 2013 senza ottenere nessuna risposta, e quelle di alcuni esponenti del partito del ministro dell’Interno sono gravi e destano parecchie preoccupazioni. L’Italia, in un momento così particolare, non può avere a capo del Viminale un ministro dimezzato e distratto da altro. Alfano faccia un gesto di responsabilità e si dimetta”. E’ caos in Parlamento, il M5S, attravero i due capigruppo Castelli e Lucidi dichiarano: “Poste Italiane SpA, sta per ‘Poste Italiane Società per Alfano’? Le intercettazioni telefoniche inchiodano letteralmente il ministro degli Interni del governo Renzi. Tra il padre che invia 80 curriculum alle Poste e l’assunzione del fratello del ministro nella stessa società, dovrebbe rassegnare oggi stesso le dimissioni”. Il “Ministro Alfano – scrive su Facebook Matteo Salvinifaccia una cosa giusta: dimissioni. Non per l’assunzione del fratello alle Poste o per quello che avrebbe fatto il padre, ma per la sua totale incapacità di difendere i confini e la nostra sicurezza, i cittadini italiani e le stesse Forze dell’Ordine”. E intanto ha lanciato anche l’hashtag #angelinoacasa.

Il PD per ora lo difende e resta in silenzio

Nel Partito Democratico, intanto, la situazione è molto tesa. Le cose sono complesse e lo scandalo di corruzione e tangenti potrebbe anche arrivare a toccare lo stesso Ministro. Ma per ora calma e gesso, questa sembra essere la linea difensiva di Matteo Renzi, che vuole attendere sviluppi. Intanto la difesa del capogruppo del PD alla Camera è chiara: “Angelino Alfano sta facendo bene il suo lavoro di ministro e le cose che leggiamo non coinvolgono né il suo lavoro né la correttezza del suo comportamento. La richiesta di dimissioni è pretestuosa”. Bisogna tenere gli alleati di Governo tranquilli, in gioco, per Matteo Renzi, non c’è soltanto la sua legislatura, ma anche le ultime cose che restano da fare: i centristi chiedono una modifica dell’Italicum, anche l’area della minoranza del PD lo vuole, ma Renzi non è convinto che la strada sia questa. Bisogna attendere ulteriori sviluppi, per ora non si corre e non ci si fa prendere dall’ansia: Renzi vuole stare sereno.

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