Ruggi d’Aragona: sciopero come a Fisciano

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La situazione che stanno vivendo i lavoratori del servizio di pulizie della Gesap (impresa che si occupa dell’igiene del “Ruggi d’Aragona” e di alcuni dei presìdi annessi all’Azienda ospedaliera, dopo aver vinto l’appalto), ci è familiare: basti pensare alla protesta che, i lavoratori e le lavoratrici addetti alle pulizie, insieme agli studenti e alla studentesse di Link Fisicano, hanno intrapreso all’Università degli studi di Salerno, dopo che la Gioma Facility Management aveva vinto in modo provvisorio l’appalto con un ribasso del 40,6% (con ripercussioni sui lavoratori e sul loro stipendio, e sulla qualità del servizio reso).

Anche qui stessa storia e stesse modalità. Mentre alcuni colleghi erano al lavoro per garantire la pulizia necessaria nei reparti, una buona parte dei dipendenti della Gesap ha aderito allo sciopero indetto dai sindacati contro le modalità di lavoro imposte dalla ditta, e per chiedere che l’Azienda ospedaliera faccia da intermediario con la Gesap. “Vogliamo lavorare bene, vogliamo che l’organizzazione del lavoro cambi“- hanno detto alcuni dipendenti durante il presidio al secondo piano, dove si trova la dirigenza -“in tre ore dobbiamo coprire superfici davvero vaste, e per il conferimento dei rifiuti speciali, tra ascensori o montacarichi, impieghiamo circa 25 minuti: se sforiamo l’orario, cosa che accade spesso, la mezz’ora in più di lavoro è gratuita. Se non è coperto un reparto, ci fanno correre lì e in un’ora e mezza, invece delle tre previste, una sola persona deve pulire tutto.

Ma le motivazioni che hanno spinto i dipendenti del servizio di pulizie del Ruggi a protestare e radunarsi in presidio, non sono finite: l’Azienda ospedaliera ha già indetto un nuovo bando, ma i lavoratori e le lavoratrici chiedono fermamente un aumento delle ore lavorative ed una retribuzione adeguata al lavoro svolto. Le superfici da pulire sono numerose e, nel presidio di Mercato San Severino, alcuni di loro sono anche costretti ad improvvisarsi giardinieri, portare i prelievi in laboratorio e rifare i letti dei reparti. “Guadagno 500 euro al mese, come porto avanti la famiglia?“- ha puntualizzato un dipendente, mentre Maria Rosaria Nappa della Filcams Cgil preme affinché le ore lavorative effettive coincidano con quelle contrattuali.

Lavoratori e studenti di Fisciano a colloquio con il Rettore in seguito alla protesta.

Ana Nitu

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Un metro e settanta di ossa deboli, sentimenti e sogni: soprattutto di sogni. Studentessa presso il liceo linguistico De Filippis e responsabile delle comunicazioni dell'Unione degli Studenti di Cava de' Tirreni. Ribelle e testarda per natura, insisto ancora nel cambiare il mondo.

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