Droga dal Marocco a Salerno, sgominata banda di narcos

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Traffico di droga

Traffico di droga proveniente dal Marocco, destinato all’agro Nocerino-Sarnese. Il maxi blitz della polizia: sequestrati 100 Kg di Hashish, 14 gli arresti.

img1-650x412Due differenti associazioni, una marocchina l’altra italiana, ma legate dallo stesso scopo: il traffico di sostanze stupefacenti.  La droga, proveniente dal Marocco, era destinata al mercato Salernitano e alle zone dell’Agro Nocerino-Sarnese, più precisamente: Scafati, Nocera Inferiore e Pagani. L’operazione anti-droga, denominata “Operazione Casablanca“, è stata condotta dalla Squadra Mobile di Salerno coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla direzione distrettuale antimafia della città.

Il maxi Blitz della Polizia scattato all’alba di martedì nei comuni di Pontecagnano Faiano, Scafati, Pagani e Nocera Inferiore, ha consentito di sgominare un’intera organizzazione criminale, operante tra l’Italia e il Marocco e composta da 14 membri di nazionalità italiana e marocchina e di sequestrare, complessivamente, 100kg di Hashish.

Gli indagati, ora sottoposti a misure di custodia cautelare (dodici in carcere e due ai domiciliari), dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

L’inchiesta è iniziata nel Novembre del 2014, quando le forze dell’ordine riuscirono ad arrestare un italiano e due marocchini, in flagranza di reato, per il possesso di 20 chili di hashish e di 33.900 euro in contanti. In seguito furono avviate una serie di attività investigative e attraverso intercettazioni, pedinamenti e indagini si scoprì che quei singoli soggetti, in realtà, facevano parte di un’organizzazione delinquenziale più numerosa ed articolata e che oggi si è rivelata essere doppia. Infatti, sono due le associazioni a delinquere, entrambe strutturate in modo che ognuno avesse una specifica mansione.

Al vertice dell’organizzazione salernitana vi erano i fratelli Franceschelli, Luca, promotore e dirigente del gruppo e Antonio, stretto collaboratore del fratello, arrestato nel blitz del 2014. I due fratelli erano aiutati da Antonio Esposito, Fabio Salzano, Antonio D’Elia, Francesco D’Elia e Bruno Petrosino. Quest’ultimi erano i referenti per l’area dell’agro-nocerino, nonché addetti al compito di approvvigionamento dello stupefacente attraverso l’associazione marocchina.

L’organizzazione marocchina composta dai fratelli Hassan, Mohammed ed Abdellahadi El Ghali e da altri due componenti, tutti residenti tra Nocera e Pagani, si occupava dell’acquisto, trasporto, vendita e distribuzione della sostanza la quale veniva nascosta in vetture che partivano dalla Capitale per giungere nel territorio campano.

Soddisfatti dell’operazione il procuratore Corrado Lembo e il capo della squadra mobile Tommaso Niglio che – come riporta La Città – ha affermato: “È stato interrotto un canale di rifornimento per i giovani. Il che fa capire che non bisogna sottovalutare questo tipo di droga che può essere molto redditizia per chi la spaccia. Grazie alla meticolosa attività di indagine svolta è, però, stato inferto un grosso colpo alla criminalità specializzata in questo ambito.”

Come è risaputo, il fenomeno del traffico internazionale delle sostanze stupefacenti è la principale fonte di business della criminalità organizzata. Fenomeno nato a partire dagli anni ’70 e che negli ultimi 30 anni sembra aver subito una notevole crescita.

Dall’ultima relazione della Direzione Centrale Servizi Antidroga (DCSA) viene mostrato come siano aumentati i sequestri di tutte le tipologie di droga, ma soprattutto di hashish: la quantità sequestrata in Italia nel 2014 è più del triplo di quella del 2013 (+211,29%). Ma gli incrementi rispetto all’anno precedente riguardano anche marijuana (+15,93%), eroina (+5,30%) e droghe sintetiche in dosi (+23,99%). Sono diminuiti invece i sequestri di cocaina (-21,90%), di droghe sintetiche in polvere (-56,32%), di LSD (-25,21%) e di piante di cannabis (-86,41%). Un mercato in perenne crescita, le cui vittime principali sono soprattutto i giovani.

Federica Pia Mendicino

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