“The NBA is never just a business, it’s always business” disse una volta Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks. Spesso tendiamo a dimenticare che, appunto, it’s a business, e per questo ci sentiamo in dovere (sbagliando) di giudicare le scelte professionali di questi atleti straordinari. È successo con James nel 2010, sta accadendo per Durant e accadrà sicuramente per Dwyane Wade, nuovo giocatore dei Chicago Bulls. Contratto di 47 milioni di dollari per due anni. “Non è stata una decisione facile, ma sento di aver fatto la scelta giusta”, ha dichiarato il tre volte campione NBA in una lettera a The Associated Press.

Cara Miami,

Questa è stata una difficile ed estrema decisione per me. Dopo 13 anni, I ho deciso di intraprendere un nuovo viaggio con i Chicago Bulls. Non è stata una decisione semplice, ma sento di aver fatto la scelta giusta per me e la mia famiglia.

Ho iniziato la mia carriera NBA con i Miami Heat nel 2003 ed è stato un onore giocare con loro e aiutarli a costruire una franchigia vincente che ha portato tre titoli. Guardo indietro con orgoglio e stupore a tutte le cose che siamo riusciti a raggiungere insieme. Voglio esprimere tutta la mia gratitudine alla famiglia Arison, Pat Riley, Coach Erik Spoelstra, il coaching staff e all’intera organizzazione dei Miami Heat.

Dal profondo del mio cuore, voglio ringraziare la comunità di Miami e in particolar modo #HEATNATION per tutto il loro amore e supporto in questi anni. È stato davvero incredibile. Sono veramente commosso per tutti i messaggi positivi dei miei fan che vogliono il meglio per me e che so che supporteranno la mia decisione. I ricordi che includono i festeggiamenti per il titolo e i cinque titoli di conference sono incredibili momenti che abbiamo condiviso, che resteranno per sempre nel mio cuore come e mi accompagneranno nel prossimo capitolo della mia vita.

Crescendo a Robbins, Illinois, non avrei mai creduto che una carriera NBA sarebbe stata possibile e che, un giorno, avrei potuto indossare la maglia dei Chicago Bulls. Crescere guardando i Bulls mi ha inspirato a perseguire sin dai miei primi anni il sogno di diventare un giocatore di basket. I miei ricordi più speciali riguardano le partite che io e mio padre guardavamo sui campi di Fermi Elementary School e lo sviluppo del mio gioco a Blue Island Recreation Center. Non ho mai dimenticato da dove sono venuto e sono grato di aver avuto l’opportunità di giocare per la squadra che ha alimentato per primo il mio amore per il gioco. Gran parte della mia famiglia vive ancora a Chicago e io sono eccitato dall’idea di tornare a casa in una città che è parte di me.

Non vedo l’ora di tornare alle mie radici e di vedere cosa ci aspetta.

Con Amore e Rispetto,
D. Wade

NON SOLO SOLDI – Quali sono i motivi che spingono Flash lontano dalla squadra con cui ha vinto ben tre titoli? Partiamo da quello di maggiore risalto e che ha tenuto banco negli ultimi giorni, ovverosia, il lato economico della vicenda. L’intenzione di Wade era quella di firmare un contratto di due anni per una cifra che si attestasse almeno attorno ai 50 milioni di dollari, dunque ben lontana dall’offerta presentata da Pat Riley (40 milioni per due anni). Le uniche franchigie che potevano permettersi cifre del genere erano i Denver Nuggets e, naturalmente, i Chicago Bulls. Nonostante i rumours e i sogni di qualcuno, invece, non erano tra i corteggiatori i Cleveland Cavaliers, che non avrebbero potuto andare oltre i 3.5 annuali. L’offerta più alta era dei Nuggets (52 milioni), ma, a quel punto, è maturata anche una questione d’affetto nei confronti di una città, Chicago, a cui Dwyane è molto legato e che già nel 2010 aveva tentato di riportarlo a casa, prima che maturasse l’idea di formare i Big Three con James e Bosh in quel di Miami. L’altro motivo, invece, per cui Wade avrebbe deciso di cambiare aria riguarderebbe una sua certa delusione nei confronti degli Heat, i quali avrebbero messo tra le priorità il rinnovo di Whiteside e la firma di Kevin Durant e non l’MVP delle Finals 2006.

NUOVI BULLS – Gli addii di Rose, Noah e il tentativo di svecchiamento della rosa con le cessioni di Dunleavy (Cleveland) e Calderon (Lakers), hanno portato un rinnovo importante in casa Bulls. Jimmy Butler è l’uomo attorno a cui dovrà ruotare il futuro della franchigia e la presenza di due giocatori come Wade e Rondo, che insieme contano 4 titoli e 7 Finals, porterà sicuramente quell’esperienza necessaria per guidare una squadra giovane. Gli unici dubbi potrebbero riguardare la condizione fisica di Wade, sempre alle prese con delle ginocchia che non sono più quelle di un tempo. Discorso simile va fatto per l’ex playmaker dei Sacramento Kings. Ma, come sempre (e per fortuna), solo il campo potrà dirci la verità.

Michele Di Mauro

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