Lokomotiv Flegrea e spazi pubblici. Al via la mobilitazione

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Lokomotiv Flegrea

Bagnoli. Spazi. Sport. Riscatto. Ex Nato. Gestione partecipata. Queste sono le parole chiavi di una vicenda che ha come protagonisti i ragazzi della “ Lokomotiv Flegrea “ e l’amministrazione partenopea.

La Lokomotiv Flegrea è una polisportiva antifascista nata nel 2013 come squadra di calcio popolare iscritta al campionato di terza categoria FIGC e successivamente ampliatasi negli anni con una squadra di basket. In seguito all’inaugurazione del campo da rugby collocato nell’ex base nato, dove erano presenti l’assessore Alessandra Clemente e Ciro Borriello,  gli attivisti della Lokomotiv Flegrea in una nota spiegano: “Il villaggio del rugby, è stato affidato a una nota società sportiva cittadina privata con modalità ambigue, o almeno politicamente opinabili. Opinabili, considerando che il sindaco per mesi si è riempito la bocca parlando di una “gestione partecipata” dell’area Nato, vincolata per statuto a un uso sociale; opinabili, considerando le conferenze stampa in pompa magna in cui si millantava di voler restituire quello spazio ai cittadini; opinabili, considerando che quando questo processo andava in altra direzione se ne dava colpa alla Fondazione Banco Napoli e alla Regione, mentre oggi quella stessa direzione, ovvero “la sinergia pubblico-privato”, la giunta rivoluzionaria e delle assemblee di popolo la rivendica con forza; opinabili, considerando tutti gli incontri in cui siamo stati presi in giro dall’assessore Borriello, quando specificavamo che la Lokomotiv non avrebbe in nessun modo partecipato alla spartizione di questo enorme spazio pubblico, o cercato un’assegnazione di un campo, per “fare le cose nostre”. Noi quello spazio abbiamo sempre creduto dovesse essere di tutti, di tutti i cittadini, di tutte le associazioni sportive del territorio, con un riguardo particolare a chi opera nel sociale, che dovesse essere gestito con un calendario pubblico, aperto e autorganizzato”.

Li abbiamo raggiunti telefonicamente e ci hanno spiegato: “ Quello spazio è stato sottratto per 60 anni alla cittadinanza. La nostra è una realtà in cui mancano le strutture e le scuole crollano. In un primo momento l’amministrazione parlava di gestione partecipata. In un secondo momento ha fatto un passo indietro, nascondendosi dietro la diversa volontà della regione e della fondazione, salvo poi esultare e inaugurare la gestione privata in pompa magna. A noi come polisportiva, senza alcun scopro di lucro,  mancano gli spazi, abbiamo chiesto al comune di offrirci un campo pubblico per poter implementare le nostre attività e in generale che ci si attivasse perché ai giovani dei nostri quartieri sia data la possibilità di fare sport senza pagare le cifre altissime che pagano oggi su strutture private. Ma il comune fa finta di niente, anzi, come nel caso della Nato, è sempre pronto a fare regali ai soliti noti, e non a chi lavora per promuovere uno sport diverso, sostenibile, di tutti, per tutti”.

Risale ad oggi l’azione simbolica organizzata dai ragazzi della Lokomotiv Flegrea: “Abbiamo deciso di apporre alcuni striscioni in alcuni punti emblematici del disinteresse delle istituzioni per l’attività sportiva giovanile. Strutture pubbliche che cadono a pezzi, campi abbandonati, spazi sottratti all’uso della cittadinanza e regalati ai soliti noti. Quello che pensiamo è che, piuttosto che inutili passerelle, una giunta comunale che si dichiara “rivoluzionaria” dovrebbe intervenire per garantire l’utilizzo di spazi pubblici per lo sport ai ragazzi dell’area flegrea e alle loro famiglie, che sono costrette a pagare invece rette annuali che in alcune occasioni raggiungono quasi i duemila euro” – spiegano  i volontari e concludono: “ Per quanto ci riguarda, dopo i blitz di questa notte, abbiamo convocato un presidio all’esterno di palazzo San Giacomo per mercoledì 13 luglio alle ore 10,30, durante il quale informeremo la cittadinanza con volantini, speakeraggio e improvvisando delle piccole esibizioni di street-soccer”.

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Maria Bianca Russo è una giornalista pubblicista iscritta al terzo anno di lettere moderne. Si occupa principalmente di sociale e cultura. Molto legata al teatro, alla lotta contro le mafie e al tema sulla violenza che si consuma sulle donne.

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