Ritardi: Battipaglia riprende gli appalti

"Faremo da soli", ecco la risposta della sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese, ai continui ritardi della stazione unica appaltante provinciale.

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Stazione
unica appaltante 
(SUA), questo è il nome dell’ente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presentato nel novembre 2012 al Teatro Augusteo di Salerno. Attualmente si occupa di realizzare gare d’appalti e assegnazioni di lavori pubblici nei comuni di Nocera Superiore, Sant’Egidio del Monte Albino, Pagani, Eboli, Corleto Monforte e Alfano. E, fino a pochi giorni fa, copriva anche il comune di Battipaglia. Ma il primo cittadino Cecilia Francese, stufa dei continui ritardi dell’ente, ha deciso di rivendicare l’autonomia della città – “Faremo da soli” – ha detto.

Il trasferimento dell’incarico dal comune alla Stazione unica appaltante della Provincia avvenne nel 2014, iter iniziato nel 2013 dal prefetto Mario Rosario Ruffo. Decisione presa dalla commissione straordinaria, a causa dello scioglimento del consiglio comunale. Da lì, forse per la burocrazia o forse per altro, le operazioni appaltanti sono state abbastanza inoperose, causando ritardi e continue attese.

Il compito dell’ente è quello di snellire, almeno in parte, le procedure burocratiche. Ma pare che la SUA abbia impiegato mesi per l’affidamento del servizio di spazzamento delle aree e strade della città. Infatti, le buste, nonostante la gara sia stata fatta a febbraio, ad oggi, sono ancora chiuse. “Questa centrale appaltante blocca tutto” – continua determinata la Francese. Un ritardo di sei mesi è insostenibile, che ha spinto l’amministrazione a ritornare alle origini richiedendo l’accentramento di queste mansioni al comune stesso.

Il decentramento delle operazioni di stesura di bandi e di assegnazione di lavori pubblici è un risultato dovuto alla volontà di tagliare alcune pratiche lunghe, oppure è un risultato dell’austerity europea che, da anni, accorpando funzioni su funzioni e tagliando fondi non sta facendo altro che stagnare l’attività quotidiana e necessaria del nostro Paese? Creando, come a Battipaglia, situazioni di attendismo che sembrano non vedere mai la luce.

Elisabetta Lambiase

 

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