E a Napoli dopo D&G sfila… il popolo

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A Napoli dopo D&G sfila il popolo
A Napoli dopo D&G sfila il popolo

L’8 luglio è la data che segna l’inizio delle sfilate a Napoli ad opera della maison Dolce e Gabbana. Un susseguirsi di colori, modelle e vip che invadono la città. La prima è stata inaugurata nello scenario di San Gregorio Armeno, ma nello stesso istante, a pochi passi, nel cuore di Piazza San Domenico Maggiore si è tenuta un’altra sfilata.

Le modelle non erano ragazze dalle gambe lunghe e tornite, ma le persone del popolo: dai disoccupati ai pensionati, dai rifugiati politici alla meraviglia dei bambini, e la gioia dei più giovani. Non indossavano nessuno capo di abbigliamento griffato, a vestire i modelli vi erano tanti sorrisi accompagnati da un messaggio chiaro e diretto.

Questa è la Napoli spesso dimenticata, quella Napoli che è invasa dalla crisi economica.

La Napoli della gente comune, quella onesta che sogna di ottenere i diritti che merita e che non ha paura di far sentire la propria voce. Ma soprattutto è la Napoli rappresentata con il sorriso in ogni caso, nonostante i problemi che l’affliggono, perché il popolo napoletano, dopo anni e anni di soprusi, è a conoscenza del fatto che unito può dare il proprio contributo a liberare la città.

Gli improvvisati modelli hanno rappresentato i problemi che si fanno sempre più allarmanti nell’indifferenza generale, come le morti sul lavoro, le vittime innocenti della camorra e la sanità che crolla con gli ospedali che rischiano la chiusura.

Tante sono state le critiche rivolte sulla presenza a Napoli di Dolce e Gabbana per essersi impadroniti della città, allontanando i cittadini dai propri luoghi. C’è stato invece chi sostiene che l’intero evento può avere un riscontro favorevole per quanto riguarda il turismo e la valorizzazione di alcuni luoghi-simbolo di interesse culturale.

In città vigono pareri contrastanti, ma in ogni caso sfarzo e lusso non hanno nulla a che vedere con i cittadini. Per questo, gli abitanti si sono spontaneamente riuniti a creare una sorta di sfilata ironica, per dare visibilità a chi davvero rende Napoli degna di essere vissuta.

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

1 COMMENTO

  1. Ahora PODEMOS! Chi inquina deve Pagare! Basta con la speculazione di Cementir uguale Caltagirone che é proprietario del Mattino di Napoli ecco il perché non scrivono niente su Napoli , tutto in regola con il malgoverno di questa Italietta : Ahora PODEMOS contro il malgoverno! Le ultime parole di Masaniello!! Viva il re contro il malgoverno!! La nostra bella storia di Napoli: ecco il perché:Nessun media si è degnato di dare notizia a riguardo di D&G è proprio vero Napoli non appartiene a questa nazione. Fierissimo di essere Napoletano.

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