L’8 luglio è la data che segna l’inizio delle sfilate a Napoli ad opera della maison Dolce e Gabbana. Un susseguirsi di colori, modelle e vip che invadono la città. La prima è stata inaugurata nello scenario di San Gregorio Armeno, ma nello stesso istante, a pochi passi, nel cuore di Piazza San Domenico Maggiore si è tenuta un’altra sfilata.

Le modelle non erano ragazze dalle gambe lunghe e tornite, ma le persone del popolo: dai disoccupati ai pensionati, dai rifugiati politici alla meraviglia dei bambini, e la gioia dei più giovani. Non indossavano nessuno capo di abbigliamento griffato, a vestire i modelli vi erano tanti sorrisi accompagnati da un messaggio chiaro e diretto.

Questa è la Napoli spesso dimenticata, quella Napoli che è invasa dalla crisi economica.

La Napoli della gente comune, quella onesta che sogna di ottenere i diritti che merita e che non ha paura di far sentire la propria voce. Ma soprattutto è la Napoli rappresentata con il sorriso in ogni caso, nonostante i problemi che l’affliggono, perché il popolo napoletano, dopo anni e anni di soprusi, è a conoscenza del fatto che unito può dare il proprio contributo a liberare la città.

Gli improvvisati modelli hanno rappresentato i problemi che si fanno sempre più allarmanti nell’indifferenza generale, come le morti sul lavoro, le vittime innocenti della camorra e la sanità che crolla con gli ospedali che rischiano la chiusura.

Tante sono state le critiche rivolte sulla presenza a Napoli di Dolce e Gabbana per essersi impadroniti della città, allontanando i cittadini dai propri luoghi. C’è stato invece chi sostiene che l’intero evento può avere un riscontro favorevole per quanto riguarda il turismo e la valorizzazione di alcuni luoghi-simbolo di interesse culturale.

In città vigono pareri contrastanti, ma in ogni caso sfarzo e lusso non hanno nulla a che vedere con i cittadini. Per questo, gli abitanti si sono spontaneamente riuniti a creare una sorta di sfilata ironica, per dare visibilità a chi davvero rende Napoli degna di essere vissuta.

Maria Baldares

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Classe 1996, nata a Napoli. Laureanda in Scienze della Comunicazione. Ha scritto per diverse testate online e cartacee. Attenta in particolare alle tematiche sociali, si occupa per Libero Pensiero News della sezione Territori.

1 COMMENTO

  1. Ahora PODEMOS! Chi inquina deve Pagare! Basta con la speculazione di Cementir uguale Caltagirone che é proprietario del Mattino di Napoli ecco il perché non scrivono niente su Napoli , tutto in regola con il malgoverno di questa Italietta : Ahora PODEMOS contro il malgoverno! Le ultime parole di Masaniello!! Viva il re contro il malgoverno!! La nostra bella storia di Napoli: ecco il perché:Nessun media si è degnato di dare notizia a riguardo di D&G è proprio vero Napoli non appartiene a questa nazione. Fierissimo di essere Napoletano.

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