La sanità campana è ormai al declino. Le proteste, le manifestazioni, la voce del popolo non bastano se non sono supportate dalle istituzioni.

Se ne è discusso tanto e alla fine la notizia è arrivata ufficialmente. Il reparto di terapia del dolore dell’ospedale Cardarelli chiuderà definitivamente privando i pazienti di un servizio indispensabile.

L’unico reparto in Campania che assisteva gli ammalati terminali verrà ora sostituito con un ambulatorio.

Il primario Vincenzo Montrone andrà in pensione a fine mese e pertanto è stato deciso di chiudere il reparto.  Montrone si è detto fin da subito contrariato e ha lanciato una petizione online su Change.org diretta al Presidente della Campania Vincenzo De Luca e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Le sue parole di protesta sono state: “Sono deluso, amareggiato. Vedo l’immensa miopia della politica, il clientelismo e adesso vedo svanire il sogno per cui 40 anni fa, da pioniere, mi battevo per far nascere questa disciplina.”

Il motivo di questa decisione pare essere, oltre il pensionamento del primario, il risparmio, in quanto la struttura spendeva 4milioni e 800mila euro all’anno. Montrone anche al riguardo esprime la sua opinione evidenziando come il reparto di anno in anno abbia cercato di tagliare i costi: “Prima dell’attivazione dei posti letto, il costo per malati oncologici terminali era lievitato dai quasi 4 milioni del 2005 ai 6 e mezzo del 2009. In seguito siamo scesi a 1milione e 700mila nel 2012.”

La chiusura del reparto recherà non pochi disagi. In primis per gli ammalati che saranno ora costretti a recarsi in cliniche private, e in secondo luogo per il Cardarelli stesso che dovrà sopperire alla mancanza dei posti letto. Gli ammalati terminali che non hanno elevate possibilità economiche dovranno trasferirsi nel dipartimento di emergenza. Con molte probabilità, quindi, c’è il rischio che si ripresenti la stessa situazione dello scorso aprile.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.