Intanto l’ISIS rivendica l’attentato di Nizza

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Nizza

Con un comunicato stampa su Amaq, l’agenzia stampa non ufficiale ma che diffonde le parole dello Stato Islamico, l’ISIS ha rivendicato l’attentato di Nizza. Nelle prime ore dopo i fatti gli inquirenti avevano sì parlato di attentato, ma non lo avevano ancora ricondotto all’estremismo islamico dell’ISIS. L’attentatore, Mohammed Lahouaiej-Bohlel, 31enne franco-tunisino, non sembrava avere legami con alcun gruppo terroristico o radicale.

Infatti, senza una conferma da parte degli inquirenti, il comunicato stampa su Amaq bisognerà prenderlo con le pinze: Mohamed “è uno dei soldati dello Stato islamico, e ha risposto agli appelli che incitavano a colpire i cittadini dei paesi della Coalizione”. Queste le parole diffuse sui social network dall’agenzia Amaq.

Nella rivendicazione della responsabilità per l’attentato di Nizza – riferisce il sito web di monitoraggio dell’attività islamica Site – lo Stato islamico precisa che l’azione è stata condotta in risposta ai suoi appelli a colpire cittadini di Paesi coinvolti nella coalizione anti-Isis.”

Dopo i ritrovamenti negli appartamenti di Nizza, dove sono stati sequestrati dispositivi elettronici e anche altro materiale, non c’è stata ancora alcuna conferma sul fatto che Mohamed abbia agito da solo oppure con un complice, oppure con l’organizzazione di una struttura alle sue spalle. Il trentunenne aveva famiglia e due figli, aveva avuto problemi con la legge legati alla violenza, soprattutto dopo la separazione con la moglie, ma era sconosciuto all’intelligence francese.

Nel frattempo sarebbero trentuno gli italiani che non si riescono a rintracciare dopo l’attentato sulla Promenade des Anglais, lo dice l’Unità di crisi della Farnesina. Il console generale a Nizza, Serena Lippi, ha detto: “Sull’identità delle vittime non si sa ancora nulla. Giovedì sera c’erano tanti italiani sulla promenande, ma non sappiamo ancora se qualcuno di loro è tra i morti. La lista ufficiale delle vittime ancora non c’è, gli accertamenti sono complessi e procedono con lentezza. Stiamo quindi aspettando i dati ufficiali”.

Nella mattinata di sabato sono state fermate cinque persone, per possibili legami con l’attentatore.

 

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