M5S: arriva la sentenza del Tribunale per i 36 attivisti espulsi

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L’accusa del Movimento 5 Stelle era chiara nei confronti dei 36 attivisti grillini napoletani (poi espulsi, ndr) che, secondo i vertici pentastellati, avrebbero cercato di orientare il voto delle primarie interne per la scelta del candidato sindaco di Napoli. E come l’avrebbero fatto? Attraverso un gruppo Facebook privato ed oscurato ai vertici grillini.

Tra gli attivi che avevano creato il gruppo “segreto” c’erano anche altri tre candidati alle primarie: Roberto Ionta, Luca Capriello ed Elio DAngelo. Espulsi dal M5S, per aver creato un gruppo facebook chiamato “Napoli Libera”, il loro fu considerato comportamento contrario ai principi del Movimento”.

Secondo le “regole” del M5S è assolutamente vietato creare o partecipare a gruppi e organizzazioni intermedi al Movimento, di qui, la decisione di espellere i 36 attivisti che, contrari alla decisione dei vertici, hanno da subito contestato la decisione con scioperi della fame e proteste.

Dopo un primo rigetto della proposta da parte degli espulsi di ripetere le comunarie, è arrivata 48h fa la sentenza del Tribunale di Napoli nei confronti di 23 persone espulse che stavolta hanno avuto la meglio, sono state sospese le espulsioni poiché illegittime: secondo la sentenza infatti, le espulsioni dovevano essere prese in atto dall’assemblea degli associati, e non dallo “staff” del Movimento.

Secondo il giudice infatti, sebbene il M5S non si dichiari un partito politico, lo è a tutti gli effetti, e l’espulsione di un membro deve avere valide motivazioni: “in sede cautelare si deve dare prevalenza all’interesse degli esclusi a non vedere pregiudicato sin da subito nelle more del giudizio di merito, il loro diritto a partecipare alla vita politica del movimento, magari da una posizione antagonista rispetto alla linea del gruppo dirigente”.

A renderlo noto è l’avvocato Lorenzo Borré che ha presentato il ricorso. Per il legale si tratta di “un terremoto per il M5S”, in quanto “cade l’impalcatura su cui si sono basate centinaia di espulsioni e la stessa sospensione di Pizzarotti”, il sindaco di Parma.“

Rosaria Ferrara

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