Strage in Puglia: la Campania si mobilita

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Puglia

La strage ferroviaria avvenuta in Puglia è un evento che ha suscitato negli animi di tutti noi tanta tristezza ma soprattutto tanta rabbia. In Campania infatti, sono state diverse le mobilitazione per esprimere solidarietà.

La stazione circumvesuviana di Pomigliano ieri mattina, ad esempio, è stata occupata. L’iniziativa è nata dagli attivisti dell’organizzazione 48ohm- Spazio Collettivo ed ha lo scopo innanzitutto di mostrare solidarietà per le vittime dell’incidente, ma anche per rivendicare il diritto a un trasporto pubblico sicuro, dignitoso ed efficiente. In una nota, i militanti dello spazio 48ohm hanno dichiarato: “L’incidente ferroviario in Puglia è una strage di pendolari. Studenti, lavoratori, pensionati, che ogni giorno utilizzano treni regionali per spostarsi dalla propria abitazione ai luoghi di lavoro e di studio o semplicemente per svago e piacere. Sono gli stessi passeggeri che utilizzano i treni circumvesuviana. – segue – In queste ore si è alla ricerca di un responsabile, di un capro espiatorio, si cerca di definire l’errore umano che ha causato la strage. L’errore è di chi in questi anni ha reso il nostro trasporto pubblico più precario, più insicuro, più costoso, costringendoci ad affrontare ogni giorno viaggi su treni vecchi, fatiscenti, in condizioni di disagio, tra lunghi tempi di percorrenza e corse soppresse. D’altra parte esiste un personale di stazione e di bordo che lavora cercando di assicurare un servizio dignitoso eppure, trovandosi anche ad accollarsi responsabilità che non gli appartengono, non è messo nelle condizioni di poter svolgere tranquillamente e in sicurezza il proprio compito.- continua – La responsabilità è in capo ai governi regionali e nazionali che hanno privatizzato un servizio essenziale, hanno fatto mancare gli adeguati investimenti per migliorare la sicurezza e la qualità delle infrastrutture, hanno ridotto il personale, aumentando ritmi di lavoro e stress, e hanno creato un sistema di trasporti a due velocità: uno, sicuro ed eccellente, per i ricchi; l’altro, precario e insicuro, per i pendolari e chi non può fare a meno di utilizzare un treno per viaggiare. – si conclude – Quanti soldi vengono buttati per realizzare la TAV in Val di Susa, utile solo al profitto di pochi, che devasta l’ambiente e favorisce l’economia criminale? E quanti soldi sono stati investiti per aumentare efficienza, qualità e sicurezza del nostro trasporto pubblico? “

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Anche nella stazione di Casoria i militanti di  “Terranostra occupata” hanno protestato per l’accaduto drammatico avvenuto in Puglia. Muniti di striscioni e volantini hanno denunciato   lo stato delle ferrovie del Sud Italia. “Lo stato riserva il 98.8% delle risorse per le infrastrutture al nord lasciando un misero 1.2% al sud – spiega “Terranostra occupata” in una nota – alimentando le speculazioni del grande potere economico ai danni della povera gente e dell’ ambiente. Anche per la strage ferroviaria di Andria, sappiamo chi è Stato. Le disuguaglianze viaggiano su un binario solo!

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