Va detto con forza: Erdogan in Europa mai!

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Dopo il fallito colpo di stato che aveva messo in imbarazzo l’establishment occidentale perché, detto tra noi, sperava nel colpo grosso, Erdogan è tornato e vuole confermarsi come Sultano assoluto.

Il Presidente, o meglio, Sultano, ha intrapreso una lotta tutta interna per posizionarsi come leader assoluto e vendicandosi violentemente di chi ha tentato di prendere le redini del Paese al suo posto. Erdogan dopo la notte di venerdì aveva due strade da poter percorrere: ricostruire un filo con i laici turchi, entrando in una nuova fase che avrebbe ricostruito rapporti solidi con le potenze occidentali, oppure imporsi come leader vendicativo ed autoritario.

Se qualcuno ha seguito la storia recente di Erdogan e di come intende il Governo e la democrazia, può tranquillamente rendersi conto che la prima strada è esclusa a prescindere. Il Presidente ha negato diritti umani fondamentali nel corso del suo operato, ha arrestato giornalisti dissidenti con la linea governativa e fatti passare come terroristi, ha condotto una guerra sanguinaria senza frontiere contro i Curdi, l’unica resistenza attiva contro l’estremismo islamico dell’ISIS.

Che quello di Erdogan possa essere o meno un golpe farlocco può rimanere soltato un’ipotesi non vagliata, in ogni caso, il suo ritorno in pompa magna non lascia sperare niente di buono per la Turchia in primis, in secundis per la stabilità di quell’area. Ora Erdogan, dopo iniziali frizioni con gli Stati Uniti subito dopo il golpe mancato, potrebbe legarsi a doppio filo con la Russia di Putin con cui ha fatto pace recentemente.

Possa essere un golpe finto o meno, Erdogan sta facendo saltare gli ultimi argini di una democrazia, questa sì, farlocca: gli arresti contro il potere giudiziario sono un evidente attacco all’indipendenza della magistratura che, negli ultimi tempi, avevano liberato i due giornalisti arrestati per aver denunciato i rapporti di Erdogan con l’ISIS ed il relativo scambio di armi. I due sono Can Dundar, direttore del quotidiano d’opposizione “Cumhuriyet” e Erdem Gul, a capo della redazione di Ankara. I due svelarono un presunto passaggio di carichi di armi dalla Turchia alla Siria su camion dei servizi segreti turchi.

La Turchia si sta tecnicamente trasformando in un fascismo: e questo è inaccettabile per l’Europa. Ma è inaccettabile anche Orban in Ungheria, lo è anche l’idea disgregante dell’Unione che portano avanti Marine Le Pen e tutti i nazionalisti dei Paesi europei che stanno dilagando. Su questo il tema è chiaro: il problema sono le politiche economiche europee e la mancata unione politica.

Erdogan sistematicamente continua a travalicare i suoi poteri tanto da arrivare ad asserire di non riconoscere l’autorità della Corte costituzionale quando questa ha osato dargli torto sull’arresto di un avversario. Magistrati e poliziotti che hanno portato alla luce un caso di corruzione che coinvolge la sua famiglia sono stati rimossi o trasferiti.

Sta continuando a condurre una lotta alla libertà di stampa, imprigionando voci libere che criticano le sue azioni. Non ha fatto altro che condurre una persecuzione della minoranza curda, prendendo a cannonate le sue città e i suoi villaggi. Gli attentati hanno creato una situazione di instabilità interna e una tensione senza fine.

E, per finire, ha cacciato 8 mila agenti di polizia e 30 prefetti, annullando lo Stato di Diritto. Come può essere accettato Erdogan in Europa?

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.

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