A Napoli “Con la cannabis si cura”

0
488
flashmob
flashmob "con la cannabis si cura"

NAPOLI – Ieri si è tenuto il flashmob “Con la cannabis si cura” sul lungomare di Mergellina per chiedere alla Regione Campania di regolamentare l’accesso alla cura di cannabis. All’iniziativa ha partecipato anche il sindaco Luigi De Magistris.

Lo scopo è quello di legalizzare la cannabis per alleviare i dolori di chi soffre a causa di determinate patologie e solo con la somministrazione possono ottenere un certo grado di sollievo, se non la cura diretta. I cittadini si stanno attivando per sollecitare le istituzioni, non solo per la legalizzazione della sostanza a scopi terapeutici ma anche per ostacolare la camorra.

Infatti, lo spaccio è una delle primarie fonti di guadagno della camorra, di cui in particolare i più giovani sono i principali consumatori. Molto spesso la cannabis venduta dalla criminalità organizzata è scadente perché modificata o “tagliata” con altre sostanze, e per questo può essere nociva.

Legalizzare non equivale ad ammettere un consumo spropositato. Con l’entrata in vigore della legge, attualmente in fase di proposta, si andranno ad informare i consumatori su un uso critico principalmente per la tutela della salute pubblica. Sarà la volta che Napoli, come il resto di Italia (molte infatti sono le Regioni della penisola che vogliono o già sperimentano l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico) si mostrerà al passo con il resto d’Europa, proprio nel momento in cui un analogo disegno di legge sta per approdare al vaglio del Parlamento?

Un esempio classico può essere l’Olanda, un paese in cui da sempre vige la legge del consumo legale di cannabis, dove può essere venduta da gestori autorizzati e controllati dallo Stato. Un paese dove la criminalità è quasi assente. Prendendo esempio dai paesi europei, si riscontra anche a livello statistico come la cannabis, se usata con criterio e a scopo terapeutico, possa avere effetti positivi sulle persone ma anche all’interno della società.

Maria Baldares 

CONDIVIDI
Articolo precedenteBacoli: voto anticipato a novembre
Articolo successivoAzzurrini, è finale Under-19! Dimarco sugli scudi
Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

NESSUN COMMENTO