Pokémon Go, “Venite a salvarci”: il disperato appello dei bambini siriani

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Pokémon Go, l'appello dei bambini siriani
Pokémon Go, l'appello dei bambini siriani

Mentre sembra diffondersi a macchia d`olio il fenomeno virtuale che sta spopolando su tutti gli smartphone, l`app del momento che vede protagonisti i personaggi della vecchia serie di cartoni animati targata Nintendo “Pokémon Go” e la loro cattura per le strade di tutto il mondo, fanno in breve tempo il giro del web una serie di fotografie scattate e postate poi dal movimento rivoluzionario siriano su Twitter (@RFS_mediaoffice) che ritraggono alcuni dei tantissimi bambini siriani vittime della guerra. “Sono di Kfarzita, venite a salvarmi!” – “Io sono di Kfarnabbude, salvatemi”,  si legge sui cartelloni che mostrano nelle foto.

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Una mossa per scuotere le coscienze di tutto il mondo, quella degli attivisti siriani, ponendo l`attenzione sui bambini che ogni giorno vivono uno scenario costellato di sangue, morte e distruzione. Tra le loro mani il disegno di un pokémon e il disperato appello, “trovateci e venite a salvarci”. 

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Un gesto certamente simbolico, ma di estrema sintesi delle contraddizioni di una società adagiata sulla riva del fiume dell’indifferenza, mentre “dall’altra parte” regna una drammatica realtà che passa inosservata agli occhi dei molti immersi nel mondo del virtuale, con lo sguardo perennemente volto in basso su un cellulare e intento a catturare qualche nuovo pokémon.

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Ma per queste creature, che vivono ogni giorno nel terrore, nella guerra, nella disperazione e nella paura, non c’è spazio per i giochi; solo una disperata richiesta di aiuto, quella di essere salvati dalla loro stessa terra, teatro continuo di bombardamenti e scontri armati e dove troppo spesso le prime vittime a pagarne le drammatiche conseguenze sono proprio loro.

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Nelle ultime ore, in Siria, sono morti 20 bambini e 35mila sono in pericolo.
Non si tratta di un gioco, e l`Unicef lancia l`allarme.

Rosaria Ferrara

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