Mercoledì scorso nella provincia canadese di Saskatchewan si è verificata una fuoriuscita di petrolio pesante e diluente da un oleodotto della zona che ammonta a 1600 barili.

La Husky Energy Inc, l’azienda che gestisce l’impianto, si è da subito mobilitata per evitare il peggio e per capire le cause della perdita. In un comunicato di domenica la ditta ha fatto sapere di aver ripulito il 40% del petrolio e di aver avviato dei contatti con le autorità locali per eventuali accertamenti.

L’accaduto inizialmente non ha destato nessuna preoccupazione, ma nel corso degli ultimi giorni la situazione è degenerata. Le barriere di contenimento predisposte dalla Husky Energy non hanno retto e la fuoriuscita di petrolio ha raggiunto il fiume North Saskatchewan trasformandosi in una marea nera che rischia di sversarsi nel lago Winnipeg.

Sabato sono state allestite delle nuove barriere a valle per evitare che il petrolio arrivasse nei centri abitati. La città di North Battleford ha interrotto gli approvvigionamenti di acqua potabile in quanto contaminata e pertanto le autorità hanno fatto iniziato a costruire un acquedotto alternativo che va a pescare in un altro fiume.

Il livello delle acque è salito andando a peggiorare la situazione. Il flusso ha superato Maymont che dista 100 km dall’oleodotto e si sta dirigendo verso Fort Albert, cittadina di circa 30 000 abitanti. La rapidità di espansione della marea nera è alquanto imprevedibile e c’è il rischio che si verifichi un disastro ambientale.

Vincenzo Nicoletti

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Vincenzo Nicoletti nasce l’11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania e si trasferisce con la famiglia a Brescia dove attualmente vive. Da sempre appassionato di lettura, viaggi, diritti umani e ambiente ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News come coordinatore della sezione Scienza.