Roma, Virginia Raggi pensa alla moneta complementare

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Virginia Raggi

Il Movimento 5 Stelle lo aveva annunciato tempo fa, in piena campagna elettorale, attraverso Virginia Raggi che spiegava di voler introdurre a Roma una moneta alternativa e complementare all’Euro. Una moneta che farebbe parte di un circuito che si fonda sullo scambio di servizi.

Il tema è stato ripreso ultimamente – come riporta Il Messaggero – all’interno delle linee programmatiche del 2016-2021 dell’Amministrazione M5S di Roma.

Come funziona questa moneta?

Tutto si baserebbe attraverso un sistema di buoni sconto, fondato sullo scambio di servizi, una sorta di baratto parziale. Virginia Raggi aveva annunciato che era intenta a studiare Sardex, il circuito di moneta complemetare che esiste già in Sardegna. Sardex è una startup sarda ideatrice di un Circuito di Credito Commerciale nato in terra, come il nome suggerisce, sarda. E’ nata con l’intenzione di valorizzare la capacità produttiva delle imprese del territorio e rinsaldare legami fiduciari tra gli stessi. Si tratta di una moneta digitale, il circuito offre alle imprese e professionisti la possibilità di finanziarsi reciprocamente trasformando la propria capacità produttiva. Ad aprile 2016 hanno aderito al Circuito tremila aziende. Che Virginia Raggi stia tentando di portare Sardex a Roma non è detto, il suo progetto è più simile al Napo, allo Cheque napoletano.

A Napoli c’era il Napo

Luigi de Magistris lo aveva introdotto nl 2012, era il Napo, una banconota sconto ideata dall’Amministrazione attraverso il lavoro dell’ex assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli, Marco Esposito, noto giornalista e meridionalista, ex candidato alla presidenza della Regione Campania nel 2015. Si trattava sostanzialmente di uno cheque, così come ha ipotizzato Virginia Raggi a Roma. Con i tagli delle banconote del Napo facendo una spesa di 20 euro si poteva ottenere uno sconto, pagando, così, 18 euro più due Napo. Chiaramente il sistema era utilizzato solo tra chi aderiva al progetto. Proprio all’epoca l’invenzione del Napo fu un tentativo di avvicinare il Movimento 5 Stelle all’amministrazione di de Magistris. Per diritto di cronaca bisogna aggiungere che il Napo, a Napoli, è stato guardato con grande disinteresse da parte della cittadinanza e, ad oggi, non c’è nessun indizio nel riproporre l’iniziativa nei prossimi cinque anni di amministrazione.

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1 COMMENTO

  1. visto il risultato fallimentare dell’esperimento del napo fatto da de magistris, si potrebbe provare coi soldi del monòpoli, che in casa o in soffitta abbiamo tutti. quando vai alla cassa tiri fuori l’equivalente della tua spesa, poi ti giochi lo sconto tirando i dadi col cassiere.
    vedo già la taverna e di battista girare per roma con borse di soldoni per pubblicizzare la cosa

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