Terrorismo: attentati in tutto il mondo insanguinano l’estate

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L’estate del 2016 verrà ricordata come una “estate di sangue“. Nei mesi di giugno e di luglio si sono difatti susseguiti diversi attentati terroristici in varie parti del mondo in cui hanno perso la vita tante, troppe persone.

L’escalation di violenza è iniziata a Istanbul il 28 giugno, quando un commando di terroristi filoislamici si è introdotto nell’aeroporto di Istanbul-Ataturk armato di kalashnikov e con indosso delle cinture esplosive, sparando sulla folla e facendosi saltare in aria. Il bilancio delle vittime è stato disastroso: i morti sono stati 42 e i feriti 239.

Due settimane dopo, la sera del 14 luglio, verso le ore 22:30 locali, una folla di persone stava assistendo sulla Promenade des Anglais la passeggiata sul lungomare di Nizza, nell’occasione trasformata in isola pedonale  allo spettacolo pirotecnico allestito per le celebrazioni della festa nazionale francese. Improvvisamente, un camion bianco si è scagliato ad alta velocità sulla folla, investendo centinaia di persone. La corsa del veicolo è proseguita per oltre un chilometro, durante il quale il conducente ha sparato all’impazzata, prima di essere fermato dalla polizia. Alla guida dell’autocarro si trovava Mohammed Lahouaiej Bouhlel, un cittadino nizzardo che possedeva sia la cittadinanza francese che quella tunisina.  La strage, in cui hanno perso la vita 84 persone e ne sono rimaste ferite altre 302, è stata rivendicata dall’ISIS due giorni dopo, anche se non sono emerse prove che l’attentatore avesse mai avuto rapporti con lo Stato Islamico.

La scia di terrore si è in seguito spostata in Germania, precisamente a Monaco, dove il 22 luglio il diciottenne Ali David Sonboly, in possesso sia del passaporto tedesco che di quello iraniano, ha esploso numerosi colpi di pistola all’interno di un fast food della catena Mc Donald’s, uccidendo 9 persone, tutte giovanissime, e ferendone 27. Ha poi rivolto l’arma contro se stesso per sparare un colpo alla tempia, quando ormai era stato braccato dalle forze speciali della polizia. Il giovane, che soffriva di depressione, aveva con sé uno zaino in cui custodiva 300 proiettili per la sua pistola Glock, ciò al solo scopo di amplificare gli effetti della strage. Ad ogni modo gli inquirenti escludono la matrice jihadista dell’attentato, ritenendolo piuttosto un tentativo isolato condotto da un soggetto instabile mentalmente.

Gli ultimi due attentati sono avvenuti pressoché nello stesso momento: entrambi il 26 luglio. Il primo in un paese alle porte di Rouen, nel nord della Francia, e il secondo a Mogadiscio, la capitale della Somalia.

Quanto avvenuto in Francia è un episodio di un’efferatezza unica: due uomini armati di coltelli hanno fatto irruzione durante la messa mattutina in una chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray al grido di “Daesh” e “Allah Akbar”. Hanno preso in ostaggio il parroco, che in seguito è stato sgozzato, due suore e due fedeli. A dare l’allarme é stata un’altra suora, che è riuscita a scappare. I due terroristi, che sono stati uccisi appena usciti dalla chiesa, erano entrambi francesi e uno di loro era noto alle forze dell’ordine in quanto aveva già tentato di affiliarsi all’ISIS. Lo Stato Islamico ha prontamente rivendicato l’accaduto, dichiarando che i due attentatori erano soldati di Daesh.

Contemporaneamente, la capitale somala Mogadiscio è stata vittima di due violenti attentati compiuti da al Shabaab, la cellula islamista vicina ad al Qaida che opera nell’Africa orientale. Le azioni terroristiche sono state compiute con l’ausilio di due autobombe guidate da kamikaze. Una prima esplosione ha colpito l’entrata della base UA, che si trova a poca distanza dall’aeroporto internazionale della capitale, mentre la seconda si è verificata vicino ad un checkpoint delle forze governative somale. Il bilancio è di 13 morti, anche se il conteggio non è ancora definitivo.

È sotto gli occhi di tutti che la situazione sia critica e che sia imperativo trovare una soluzione per contrastare le azioni di violenza e terrorismo.

Lo Stato Islamico, cui sembrano risalire la gran parte degli attentati, accoglie tra le sue schiere nuovi adepti quotidianamente; allo stesso tempo alcuni civili, assistendo alle barbarie perpetrate dalle milizie jihadiste, vengono istigati all’odio e cercano di emulare i terroristi compiendo delle azioni efferate come quella di Monaco. È dunque necessario che le istituzioni, sia a livello nazionale che a livello sovranazionale, si adoperino per garantire un livello di adeguata protezione ai cittadini contro la minaccia seria e reale di Daesh, di coloro che per compiere delle folli azioni traggono spunto dal modus operandi dell’ISIS e del terrorismo in ogni sua forma.

Galileo Frustaci

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