Acerra: censurare per quali interessi?

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L’articolo 21 della Costituzione Italiana recita: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.»

ACERRA – Si accentua drasticamente il regime di oppressione nella terra di Pulcinella. Scrivere di correlazione tra amministrazione e camorra comporterebbe, oggi, severe sanzioni.

È stato approvato, infatti, all’unanimità dei presenti l’ordine presentato dai capigruppo di Udc, Api, Riformisti per Acerra, Pd, Acerra è Tua, Idee Nuove e Fare, secondo il quale, nel momento in cui, chiunque, dai giornalisti ai liberi cittadini scrivesse (anche sulla propria bacheca facebook) di una relazione tra politica locale e camorra verrà querelato.

Nella delibera si legge: “Dato atto che continuano a registrarsi sui mezzi dei social network post che fanno riferimento al presunto e potenziale condizionamento della camorra nei riguardi dell’organo consiliare posto che danneggiano l’immagine di Acerra e delle sue istituzioni con il solo scopo di avvantaggiarsene dal punto di vista elettorale e che tale modo di affrontare la disputa polito-elettorale rischia di acuirsi con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative (primavera 2017 ), il consiglio comunale fa indirizzo all’ufficio di presidente del consiglio comunale e alla giunta comunale di porre in essere ogni iniziativa, in ogni sede, per tutelare l’onorabilità e l’immagine di Acerra, del consiglio comunale e dei suoi componenti, di avviare azione legale nei confronti degli estensori di post come da nota 32176/2016.“

La delibera fa discutere e non poco. I militanti del Laboratorio Aprile in una nota scrivono: “A gennaio si vieta il volantinaggio abusivo e politico. Ora questo. E domani? Assistiamo ad una restrizione degli spazi di democrazia. Si preferisce difendere le istituzioni e “l’immagine” ma non c’è alcun problema a calpestare la democrazia di una cittadina”.

Il Circolo cittadino di Rifondazione Comunista e Possibile in un comunicato dichiarano:  “L’ordine del giorno approvato all’unanimità dei consiglieri comunali di Acerra su eventuali azioni giudiziarie contro chi scrive, a mezzo stampa o social network, sui rapporti fra politica locale e criminalità, rappresenta solo l’ultimo, inquietante quanto maldestro tentativo di silenziare l’opinione pubblica da parte di un sindaco accentratore e tentacolare. Proseguono: L’onorabilità e l’immagine di Acerra si difendono approvando il Puc, che giace da due consiliature nei cassetti del comune. L’onorabilità e l’immagine di Acerra si difendono con vere politiche di sostegno al reddito e garantendo diritti a chi non ne ha. L’onorabilità e l’immagine di Acerra si difendono continuando la ventennale battaglia ambientale della nostra comunità contro le narrazioni tossiche che ci vogliono imporre.

A rispondere è anche il Sindacato unitario giornalisti della Campania e l’Ordine regionale dei giornalisti: “Tale documento rappresenta un tentativo di condizionamento preventivo alla libertà di cronaca al quale il sindacato e l’Ordine dei giornalisti della Campania si oppongono. 

Il mese scorso scoppiava lo scandalo sul voto di scambio. Il primo cittadino contestava al cronista, Antonio Crispino, le testimonianze di alcuni intervistati che asseriscono di aver ricevuto soldi e favori in cambio di un voto. L’autore del video inchiesta pubblicato sul Corriere è stato querelato.  Il cronista spiega: “La mia inchiesta nasce dal fatto che Acerra è stata inserita dalla Prefettura di Napoli tra i 27 Comuni che sono sotto osservazione per infiltrazioni della camorra”. Il Comune di Acerra, come chiunque altro, ha sempre a disposizione gli strumenti giuridici per tutelare la propria immagine qualora la si consideri lesa, ma successivamente alla pubblicazione di un articolo. Invece tale atto preventivo, inutile nella sostanza, così come formulato, rappresenta una minaccia per il giornalista, un attacco all’articolo 21 della nostra Costituzione”. 

In contemporanea alla nascita della delibera, continua l’escalation di violenza iniziata pochi mesi fa. In una sola notte, un uomo è stato gambizzato e un altro è stato “scaricato” da un’auto dinanzi al pronto soccorso della clinica Villa dei Fiori. I medici gli hanno estratto 33 schegge di proiettili a pallettoni. Il giovane continua a lottare tra la vita e la morte.

Maria Bianca Russo

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