Valente resta in Consiglio Comunale, ma non si dimette dal Parlamento

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Era la sfidante scelta dall’establishment renziano per sfidare Luigi de Magistris, ora Valeria Valente ha deciso cosa fare del proprio futuro politico. La candidata, che alle scorse elezioni comunali non è arrivata al ballottaggio, è stata scelta dal gruppo consiliare del PD come capogruppo.

La decisione è avvenuta nella sede metropolitana del Partito alla presenza del Segretario Venanzio Carpentieri. In una nota il PD fa sapere che la scelta è avvenuta “con forza di volontà e con la necessità da parte di tutto il gruppo consiliare e della segreteria metropolitana di mettere in campo un’iniziativa che restituisca al Partito Democratico la giusta centralità sulle questioni che riguardano il governo della città”.

Soddisfatta della scelta, Valeria Valente ha commentato: “Li ringrazio (i colleghi, ndr) per la fiducia accordatami. Ricambierò con il massimo della passione e dell’impegno per il bene di ‪‎Napoli‬. Saremo un’opposizione dura e intransigente, ma allo stesso tempo propositiva e mai preconcetta. Lavoreremo e ci batteremo sempre nell’interesse della città, a partire dalle questioni che riguardano i più deboli e chi soffre. Vogliamo dare voce a tutti, alle tante forze che ci hanno sostenuto e non hanno trovato rappresentanza in Consiglio Comunale, ma anche ai tanti, troppi, nostri concittadini sfiduciati, che alle ultime elezioni hanno scelto l’astensione. In Consiglio Comunale c’è bisogno della voce e della forza del Partito Democratico. Un partito unito, e che torni ad essere una grande forza popolare al servizio della città.”

Valeria Valente, comunque, ha deciso di non dimettersi dal Parlamento e, prima che possano nascere polemiche, ha dichiarato: “credo che riuscire a fare la parlamentare stando in Consiglio significa – ribadisce – dare una mano alla città. Ho rifiutato qualsiasi tipo di consenso dal Consiglio, quindi non è una questione di indennità”.

Ma le polemiche nel partito non sono finite, Antonio Bassolino ha tuonato contro tutti: “Vogliono rimanere avvinghiati ai posti di direzione? Lo facciano pure, che mi importa, ma dopo questo risultato si sappia che molti dirigenti sono considerati occupanti abusivi”.

 

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