Donald Trump incolpa l’Europa e costruisce muri: l’odio è una soluzione?

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Donald Trump

Durante un’intervista rilasciata alla NBC, Donald Trump, candidato repubblicano alle prossime presidenziali in America, ha espresso il suo parere in merito ai recenti atti di terrorismo che hanno avuto luogo in Europa, dichiarando che Francia e Germania  «sono compromesse totalmente con il terrorismo […] hanno permesso a tutta questa gente di entrare nei loro territori» e aggiunge che «Finché ci sarà il terrorismo noi non li vogliamo più nel Nostro Paese».

Una dura accusa quella di Donald Trump, che ha addossato la colpa degli attentati agli stessi governi europei.

Dichiarazioni di questo tipo non solo tendono a generalizzare, ma rischiano anche di minimizzare e rendere vano il processo di integrazione etnica portato avanti da molti decenni.

Sempre durante l’intervista alla NBC, il magnate americano ha specificato che, in caso di vittoria alle presidenziali, i cittadini provenienti dalle citate nazioni saranno soggetti a «controlli ancora più serrati», in ragione del presunto rischio derivante dall’avere adottato una politica di accoglienza nei riguardi degli immigrati. In aggiunta, ha chiamato in causa l’esito del referendum in Gran Bretagna, affermando che «È questo il motivo per il quale è avvenuta il Brexit, perché il Regno Unito ha detto di essere stanco di tutto ciò», ossia stanco dei rischi legati all’accoglienza.

Riguardo al fenomeno dell’immigrazione clandestina, ha ribadito l’idea di arginare il flusso di criminalità proveniente dal Messico con la costruzione di un muro «Costruiremo un muro per fermare i clandestini e i criminali che entrano nella nostra società per spacciare e delinquere». In merito alla sua politica di rigidi controlli, ha aggiunto: «Il mio piano è l’esatto contrario dell’emigrazione senza controllo di Obama e Hillary, che vogliono un’amnistia di massa per regolarizzarli tutti».

La campagna che Donald Trump sta portando avanti, con convinzione e fermezza, sembra essere volta a innestare odio e terrore nei cittadini, inorriditi e spaventati dai recenti avvenimenti accaduti nel vecchio continente.

Delle dichiarazione simili lasciano difatti intuire che per il politico non rappresenti un problema la possibilità, e dunque il rischio, di mettere gli uni contro gli altri. Viceversa, il fine di tale propaganda sembra essere il creare delle dinamiche che generino paura e razzismo.

A fronte di una situazione mondiale critica e complessa, nella quale il terrore recita la parte principale  dilagando al punto tale da divenire un elemento quasi quotidiano nella vita di ogni individuo , un comportamento corretto, accompagnato dal senso di compassione e verità nei confronti di quelle persone che si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato, dovrebbe essere indispensabile: l’odio, dopotutto, non combatte il terrore, ma ne genera altro.

Vincenzo Molinari

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Definirsi, delineando i propri confini, è una delle cose più difficili al mondo. Parlerei per ore di svariati temi, ma avere una visione soggettiva di me stesso mi reca alcune complessità. Le uniche cose che so di sicuro sono che ho 19 anni, un metro e settantacinque, capelli scuri, occhi scuri e occhiali; diplomato e aspirante universitario, perennemente critico e relativamente ottimista.

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