Libera il welfare: i beni confiscati per l’inclusione sociale

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Torna Già Campania, la summer school di Libera: il riutilizzo sociale dei beni confiscati per l’inclusione, il welfare e l’innovazione

Ritorna la scuola di formazione estiva “Già Campania” organizzata da Libera Associazioni Nomi Numeri contro le mafie. Dal 26 al 30 settembre 2016 al Palazzo Mediceo di Ottaviano, bene confiscato alla camorra, in collaborazione con l’Università degli studi di Salerno, il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e la Fondazione Pol.i.S della Regione Campania si svolgerà la IV edizione della summer school di Libera Campania.

Il tema di studio di quest’anno sarà “Libera il welfare: i beni confiscati per un nuovo modello di sviluppo”. Abbiamo scelto questo tema perché crediamo che il rafforzamento delle politiche sociali sia un presupposto per praticare un nuovo modello di sviluppo sostenibile e solidale, compatibile con l’ambiente e con le persone. Un sistema di economia civile capace di eliminare il potere economico delle mafie.

Attualmente la situazione dal punto di vista sociale nel nostro Paese peggiora sempre di più, aumenta la povertà, quasi 5 milioni di poveri assoluti, si ampliano le disuguaglianze e peggiorano le condizioni materiali e immateriali delle persone. Il dato sulla povertà relativa nella nostra regione è pari al 19.4%, emerge il rischio di “povertà educativa”, il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 52,7%, sono oltre 200 mila i giovani che non studiano e non lavorano. È opportuno ricordare che con l’avvento della crisi economico-finanziaria del 2009 si sono succeduti tagli orizzontali alle risorse dei comuni, restrizione dei vincoli di bilancio, eliminazione e ripristino parziale dei fondi nazionali per le politiche sociali. Alla diminuzione delle risorse corrisponde un aumento sostanziale dei bisogni dovuto alla crescita delle disuguaglianze e all’affermarsi di una nuova domanda sociale che mette al centro alcuni temi e aree di intervento inedite vista anche la trasformazione sociale che sta avvenendo nei nostri territori.

A partire da ciò si impone una riflessione su un nuovo modello di sviluppo e su nuovo welfare caratterizzato da elementi di inclusione sociale e universalizzazione teso a promuovere l’autonomia dei soggetti beneficiari. Il sistema di welfare assistenziale e conservatore che ancora resiste nel nostro Paese deve necessariamente essere sostituito da politiche sociali non selettive, offrire risposte concrete al disagio sociale e contemporaneamente promuovere opportunità per le persone. La cooperazione e il mutualismo dentro la società sono gli strumenti per costruire legami e relazioni, creare comunità e coesione territoriale.

La Campania ha una straordinaria opportunità che è rappresentata dal riutilizzo sociale dei beni confiscati. Sono 2754 i beni confiscati alla criminalità organizzata nella nostra regione, tantissime le realtà associative e cooperative che utilizzano i beni per promuovere innovazione sociale e nuove politiche di welfare. Su 78 realtà censite l’81% si occupa di servizi alla persona e di reinserimento lavorativo. Queste esperienze realizzano processi di partecipazione reale e di inclusione innovativa. Una delle caratteristiche principali di queste realtà è quella di muoversi su un terreno ibrido offrendo risposte articolate a bisogni differenti. L’azione non si limita a singole problematiche ma si differenzia a seconda delle necessità del territorio e ai bisogni degli utenti. In media queste realtà offrono occasioni di lavoro a circa 6 persone, impegna circa 16 volontari e offre risposte a circa 435 beneficiari, questi dati sono il frutto di un monitoraggio di 38 realtà del terzo settore che riutilizzano beni confiscati. Facendo sistema questi dati sono destinati a moltiplicarsi se si decide di mettere i beni confiscati a servizio di un nuovo welfare attraverso una programmazione, processi di co-decisione e progettazione sociale partecipata. Uno straordinario patrimonio che potrebbe muoversi su diverse aree di intervento: dal coliving e cohousing all’accoglienza dei migranti, passando per il contrasto alla violenza sulle donne, per i minori, i giovani e gli anziani, realizzazione di asili nido solo per proporre delle idee.

Bisogna liberare il welfare, attraverso politiche concrete. Per fare ciò abbiamo bisogno di saperi, idee e competenze. In questo senso, Già Campania offre strumenti per intraprendere percorsi di riutilizzo sociale dei beni confiscati dentro una proposta formativa che si muove su due assi: solidarietà e giustizia sociale insieme a memoria e impegno.

Per le informazioni connettersi al sito www.liberacampania.it

Per scaricare il bando completo collegarsi al link: http://goo.gl/CNlnHl

Angelo Buonomo – Libera Campania

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