I musulmani non devono chiedere scusa per l’ISIS

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Il #brainch della domenica: I musulmani non devono chiedere scusa per l'ISIS

La storia si presenta sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa.
(Marx, citando Hegel)

Cari lettori, se un domani gli scolari del futuro saranno chiamati a studiare la nostra epoca, a ripassarne fra le righe ogni evento e dettaglio, presumo che impareranno a conoscerci come la civiltà della paura, del conflitto universale.

Se determiniamo, con semplicità, l’11 settembre 2001 come lo spartiacque che ha tracciato il guado di questa nuova era, diventa quasi spontaneo pensare al terzo millennio come al teatro di un conflitto tra Oriente ed Occidente, tra Islam e Cristianità.

E naturalmente non c’è nulla di più sbagliato: sia perché le cause dell’attacco alle Torri Gemelle nascono ben più a ritroso nel tempo, sia perché la plagiatura mediatica nel rappresentare il corso degli eventi sotto la forma di dualismi stereotipati è sempre stata una perfetta trappola in cui far ricadere cause, colpe, genesi e omissioni.

BrainchLa storia la fanno i vincitori, dopotutto, e questo è risaputo. I grandi vincitori della nostra storia, come ho più volte ripetuto, sono gli dèi del capitalismo, i grandi portatori d’interesse (il loro interesse) che sono riusciti con sopraffina maestria ad innescare una guerra tra poveri che ha sdoganato i classici princìpi di classismo sociale, incorporando aspetti ben più ampi come culture, tradizioni e religioni nelle sue dinamiche mirate.

Così, mentre l’Europa sconta le inevitabili conseguenze di decenni di imperialismo e colonialismo, il popolo si rifugia dietro schermi di catatonia e resistenza passiva, inneggiando ad una sommaria contro-jihad a colpi di tastiera e notizie false condivise su facebook.

Ben fatto, amici miei: ci siamo cascati in pieno.

Un nemico di nome ISIS si aggira per il mondo, seminando il panico, colpendoci nella nostra arrogante presunzione di invulnerabilità, sotto lo sguardo compiacente di chi non in nome di Allah, ma in nome di un altro dio ben più spaventoso, il dio Denaro, ha creato le condizioni affinché questo accadesse.

Insomma, se avete dubbi su chi siano i responsabili di questa ondata di terrorismo, che da Al Qaeda si propaga attraverso ISIS, Boko Haram e numerose altre cellule in tutto il mondo, provate a guardare un po’ più in là dei migranti che affondano nei barconi.

Provate ad immaginare cosa possa essere vivere oggi in Iraq e in Siria, terre in cui l’ISIS è germogliato sulla fecondità di sangue, rovine e macerie. A leggere, per esempio, i risultati dell’inchiesta Chilcot (qui in lingua originale, dalla CNN, e qui in italiano, ben sintetizzata da Internazionale) e a fare 2 + 2.

Bush e Blair soddisfatti per aver combinato un bel casino
Bush e Blair soddisfatti per aver combinato un bel casino

Se di guerra di religione si tratta, è senza dubbio una guerra tra la fede nel potere e nella vendetta: Allah c’entra ben poco, così come ancora meno c’entrano i disperati che arrivano sulle nostre coste in cerca di una pace che comunque non troveranno mai.

Riponete quindi per un attimo il vostro sdegno; smettetela di brandire i crocifissi ed iniziate ad impugnare un po’ di coerenza: se c’è qualcuno che deve chiedere scusa per l’ISIS, non si tratta certo dei musulmani.

E comunque, come napoletano, nessuno ha mai preteso da me le scuse per Francesco Schiavone, Michele Zagaria o Raffaele Cutolo; però io me ne vergogno lo stesso.

Buona domenica, lettori cari.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

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