Presidio di solidarietà per Nunzia Lo Preiato

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Presidio di solidarietà giovedì 4 agosto per Nunzia Lo Preiato, la trans offesa e umiliata dai paramedici del San Giovanni Bosco lo scorso 30 luglio.

La storia di Nunzia Lo Preiato è di quelle che, a sentirle, si fa fatica a credere. Nunzia è una transessuale di 54 anni, donna da 25, non solo anagraficamente parlando, avendo assunto le caratteristiche fisiologiche di genere femminile mediante uno specifico intervento chirurgico.

Lo scorso 30 luglio Nunzia ha un attacco cardiaco e viene portata d’urgenza all’ospedale San Giovanni Bosco dal marito (perché essendo una donna a tutti gli effetti Nunzia è sposata da 15 anni). In ospedale ha inizio l’incubo della donna che viene più volte derisa dai paramedici di turno.

“Arò ‘o mettimm’ a chist?”, “Dove lo mettiamo a questo?”, come se si trattasse di un essere mitologico. Le offese non tardano ad arrivare nemmeno dai pazienti presenti in una stanza in cui Nunzia viene messa a parcheggio dagli infermieri.

“E chist chi è? N’omm o ‘na femmena?”, il tutto condito da sorrisetti denigratori. Lo ribadiamo, Nunzia è una donna e da donna, da essere umano con una dignità, rifiuta le cura e decide di fare ritorno a casa. Qui le sue condizioni di salute si aggravano e Nunzia viene portata all’ospedale Loreto Mare dove è attualmente ricoverata.

All’indomani dell’accaduto, denunciato da Nunzia tramite l’ATN (Associazione Trans Napoli), sono arrivate le scuse da parte di Daniela Villani, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Napoli: “L’amministrazione comunale di Napoli è da sempre in prima fila sui diritti civili e contro le discriminazioni, per l’inclusione e il rispetto alle diversità. Rivolgo le scuse alla signora Nunzia a nome della città. Siamo al suo fianco”.

In un comunicato stampa emesso ieri il Segretario Generale FP CGIL Campania, Alfredo Garzi, ed il Segretario Regionale FP CGIL Medici e Dirigenza SSN, Giosuè Di Maro, hanno affermato di voler fare chiarezza sull’accaduto tramite un’indagine interna: “La FP CGIL e la FP CGIL Medici, da sempre impegnate l’omofobia e la discriminazione di genere ed in favore di politiche di inclusione delle differenze di orientamento sessuale e per la affermazione dei diritti civili, condannano il gravissimo episodio e, nell’esprimere solidarietà alla persona oggetto di tale ignobile atto, ribadiscono la volontà di proseguire la battaglia per i diritti civili nel nostro paese al fine di garantire il diritto costituzionale all’uguaglianza ed alla salute, nonché dignità di tutti i cittadini”.

L’Arcigay di Napoli ha spiegato che non si tratta di un caso isolato e ha riportato alla memoria di tutti la vicenda di Pina, una donna transgender che nel 2014 venne ricoverata in un reparto ospedaliero prettamente maschile e costretta a denudarsi in presenza degli altri ammalati.

Proprio l’Arcigay di Napoli, insieme con l’ATN, ha organizzato per questo giovedì 4 agosto, ore 11.30, un presidio di solidarietà all’ingresso dell’ospedale San Giovanni Bosco. “Le associazioni – si legge sulla pagina dell’evento condiviso su Facebook – chiedono contestualmente di essere ricevute dal Direttore sanitario della struttura per un confronto sulla triste vicenda affinché sia garantito un ricovero dignitoso e rispettoso alle persone transessuali”.

Flora Visone

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Flora scrive da sempre perché le riesce meglio che parlare. Studia Lettere moderne e lavora in una ludoteca. Poesia e bambini, due cose che, messe insieme, un po' la vita la migliorano. Non sa cosa vuol fare da grande ma sa quello che non vuole fare: arrendersi ad una realtà che non ti fa regali, dove il futuro tocca andarselo a prendere da soli.

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