Caserta, speranze per il Consorzio di Bacino?

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consorzio di bacino
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Nuova boccata di ossigeno per gli ex-dipendenti del Consorzio di Bacino di Caserta.

Come riporta un comunicato di alcuni ex-lavoratori organizzati “Dopo l’incontro al Ministero del Lavoro ( Programmato dall’ On. Sgambato ) si è riaperta la speranza per tanti ex lavoratori rimasti esclusi, circa il 70℅ del bacino per colpa della circolare 40/0005425 del 24 novembre 2014 che ha escluso la possibilità di accedere alla mobilità in deroga a tutti i lavoratori che hanno terminato nel 2015 e 2016 la mobilità ordinaria. La stessa circolare escludeva parte dei lavoratori dai Corsi di Formazione e varie politiche Attive che la Regione ha istituito.”

Infatti, gran parte dei 1300 dipendenti del Cub dal 1 settembre 2015 non ha più ricevuto alcun tipo di sostegno al proprio reddito, ad effetto delle nuove norme e delle nuove circolari del Ministero del Lavoro.

Una situazione drammatica, che rientra nello smantellamento produttivo della Provincia di Caserta, denunciata nei giorni scorsi dall’On. Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera, e dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Viglione e Gennaro Saiello.

Le denunce delle opposizioni cadono nel silenzio istituzionale, che ha fatto seguito a quello mediatico, purtroppo interrotto dal suicidio di Salvatore De Francesco, lavoratore dell’Ixfin di Marcianise (Ce), azienda appartenente alla vertenza del Bacino di crisi.

I disoccupati, dopo il ricordo commosso del loro ex-collega, riprendono la mobilitazione.

Dall’ultima protesta dell’occupazione del sito di Taverna del Re nello scorso Maggio, le iniziative riprendono con diversi comunicati e nuovi sit-in; il fronte unitario sindacale si ricompone nonostante la rottura da parte della Cisl, che precedentemente, con un’azione unilaterale, aveva sottoscritto con la Regione Campania delle intese sugli ammortizzatori sociali, che hanno contribuito alle discriminazioni tra gli operai stessi, come evidenzia il comunicato: “il 70% dei lavoratori si sentono tagliati fuori anche dal comportamento di una sigla sindacale (Cisl), che rompeva l’unità firmando un accordo con la Regione che nei fatti aiutava solo il 30% dei lavoratori di Bacino, includendoli in ogni percorso di ricollocazione e “abbandonando” la maggioranza di essi.”

Le manifestazioni portano a un intervento della parlamentare PD Camilla Sgambato teso a favorire un incontro tra una rappresentanza dei dipendenti del Consorzio di Bacino e il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Successivamente, il tavolo convocato con gli assessori regionali al Lavoro Sonia Palmieri e alle Attività Produttive Amedeo Lepore porta a un risultato, enunciato dalla stessa Palmieri sulla sua pagina Facebook: 60 milioni di euro in interventi strutturali per il reinserimento lavorativo, tra i quali attività di formazione per riqualificazione professionale, incentivi all’assunzione, contrasto al lavoro sommerso ed estensione della platea di “Garanzia Over”.

Tuttavia, come fanno notare gli ex-lavoratori del Cub, tre questioni basilari della vertenza sono rimaste ancora senza risposta:

  • Come coprire tutti i mancati pagamenti della mobilità in deroga dei mesi pregressi ( tanti lavoratori senza reddito da oltre un anno ).
  • Come assegnare la continuità contributiva che permette agli ex operai di rimanere collegati.
  • Come affrontare il 2017 con programmi di ricollocazione mantenendo fede ai vari Accordi di Programma e alla istituzione all’Unione Industriale dei P.A.C.
A queste richieste si aggiunge l’attesa per le procedure di incentivazione della differenziata campana, calcolate per un totale di 45 milioni, che prevedono l’avvio di un percorso di stabilizzazione degli addetti del Consorzio di bacino.

Eduardo Danzet

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