Deputato Sinistra Italiana: “Non siamo metalmeccanici!”

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Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 16-03-2016 Roma, Italia Politica Camera dei Deputati - Comunicazioni del Presidente del Consiglio sul prossimo Consiglio europeo Nella foto Luigi Di Maio Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 16-03-2016 Rome (Italy) Politic Chamber of Deputies - Statements by the President of the Council on the next European Council In the pic Luigi Di Maio
Luigi Di Maio, M5S

Ancora una volta, la richiesta del MoVimento 5 Stelle di fissare l’indennità parlamentare a 5000 euro lordi e rendicontare i rimborsi suscita reazioni infuocate tra i parlamentari. In particolare, gli stessi cinquestelle hanno fatto circolare un video contenente le “argomentazioni” contrarie all’emendamento di diversi parlamentari, tra le quali spicca quella del deputato Arcangelo Sannicandro, eletto nel 2013 con Sinistra Ecologia Libertà, oggi Sinistra Italiana – SEL. Un deputato appartenente all’area della sinistra che si oppone alla riduzione di un privilegio, al taglio di spese statali – che non risolverebbe i problemi economici dell’Italia, ma potrebbe segnare un’inversione di tendenza –, ovvero soldi dei cittadini che potrebbero essere investiti in modo produttivo.

Basterebbe questo per restare increduli. Ma non finisce qui, perché il deputato Sannicandro ha portato avanti l’apologia del privilegio ribadendo una sorta di superiorità della classe politica su tutti gli altri lavoratori, in quanto rappresentante delle istituzioni. Istituzioni della “Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Queste le parole del deputato di Sinistra Italiana:

L'onorevole Arcangelo Sannicandro durante il suo intervento alla Camera.
L’onorevole Arcangelo Sannicandro, Sinistra Italiana, durante il suo intervento alla Camera.

“Noi non siamo lavoratori subordinati! Noi siamo rappresentanti del popolo! Siamo politici! Non siamo lavoratori subordinati dell’ultima categoria dei metalmeccanici! Da 1 a 10 noi chi siamo?”.

Sannicandro tiene a precisare il suo disprezzo nei confronti dei lavoratori, in particolare metalmeccanici, ribadendo una visione piramidale della società, in cui il compenso diventa status symbol della superiorità della classe dirigente. Tutto ciò in un periodo di crisi, pagata dai soliti, ai quali vengono chiesti sacrifici sempre maggiori.

Nel 2015 le morti sul lavoro sono aumentate del 16% rispetto al 2014.

Sannicandro difende quello che ritiene essere un suo diritto acquisito tirando in ballo proprio coloro i quali dovrebbe difendere, i lavoratori. Quegli stessi lavoratori che vorrebbero poter difendere anch’essi il loro reddito, magari proprio con il sostegno di chi si definisce “di sinistra”, ma che semplicemente siede a sinistra. Quel “non siamo metalmeccanici” suona più offensivo che mai perché proviene da un esponente della sinistra parlamentare e perché, proprio nel rispetto dei sacrifici e delle fatiche dei lavoratori, tagliare lo stipendio dei parlamentari, insieme a tante altri sprechi, indicherebbe una maggiore vicinanza a quel popolo e la possibilità di investire quei soldi in occupazione, tutele e sicurezza sul lavoro, visto l’alto numero delle cosiddette “morti bianche” (nel 2015 sono state il 16% in più rispetto al 2014).

In altri tempi, un certo Enrico Berlinguer disse:


“Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire”.

Altri tempi, altra Sinistra.

Pietro Marino

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