Aliberti, la triste storia di un sindaco in alto mare

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Pasquale Aliberti, sindaco della “ridente” Scafati, siede su una poltrona sempre più calda.

La presenza del primo cittadino scafatese sembra sia diventata insostenibile per gli amanti della politica. In un panorama già aggravato dalla situazione ambientale e dall’abbandono politico da parte delle amministrazioni provinciali e regionali, il protagonista in negativo diventa proprio Aliberti e i suoi presunti affari. Era il 18 Settembre 2015 quando la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) e l’Arma dei Carabinieri perquisirono la casa del primo cittadino e le abitazioni del fratello Nello Aliberti, di un componente dello staff del sindaco Giovanni Cozzolino e della segretaria comunale Immacolata Di Saia. Nelle indagini era coinvolta anche la moglie di Pasquale Aliberti, Monica Paolino, consigliere regionale della Campania e presidente della commissione Anticamorra. L’accusa,per la quale ancora oggi Aliberti e famiglia è indagata, è di “voto di scambio politico-mafioso” ma le indagini hanno portato a rivelazioni ancor più scottanti. La perquisizione anche in aziende gestite dalla famiglia Aliberti , come Max Service, Job service e 626 service(che ha cessato le sue attività nel 2012), hanno portato alla luce un collegamento fra gli stessi indagati ed esponenti del clan camorristico Ridosso-Loreto; in particolare aiuti elettorali nel biennio 2013-2015,quello che ha portato proprio alla conferma di Aliberti a sindaco di Scafati dopo il primo mandato iniziato nel 2008. A sostegno delle accuse del Pm Montemurro sono arrivate le confessioni del pentito Alfonso Loreto jr, che avrebbe parlato di cene proprio fra gli esponenti del clan camorristico e la famiglia Aliberti. Fra smentite vari e ritrovamenti di documenti che confermerebbero le accuse della DIA spunta il caso delle “telefonate misteriose”. Sono state trovate circa 800 telefonate fra Ciro Petrucci ( vice presidente ACSE) e Andrea Ridosso, figlio del boss morto nel 2002.

Le telefonate con Petrucci, indagato anche lui per scambio di voto politico mafioso, aggraverebbero la posizione di Aliberti e di suo fratello Nello.

Aliberti Scafati indagini antimafia camorraLe vicende personali del sindaco hanno influenzato negativamente anche lo svolgimento delle attività del comune, difatti il 22 Marzo 2016 il Prefetto di Salerno ha inviato una commissione d’accesso al comune di Scafati per fare luce su presunte infiltrazioni camorristiche. La Commissione dopo i novanta giorni canonici di indagine ha richiesto un’ulteriore proroga di 90 giorni per continuare le indagini,soprattutto sull’ufficio Urbanistica. Questa situazione disastrosa ha portato più volte il sindaco alla preparazione della decadenza, fino ad arrivare alle dimissioni del 1 Giugno 2016, ritirate però dopo un rimpasto politico che ha portato ad una maggioranza nella quale figura anche l’ex consigliere di opposizione Raviotta.

Come se non bastasse a rendere ancor più critica la situazione c’è la questione ambientale che ha visto Aliberti  nuovamente sotto le accuse dei cittadini. A poco è servita la lettera inviata alle autorità competenti da parte del sindaco per segnalare i rovesciamenti di percolato in strada della Helios e la forte puzza del Sarno, causata dallo sversamento di materiali chimici nelle acque del fiume. Aliberti, infatti, subisce le conseguenze per  la sua mano troppo accomodante alle richieste di estensione dell’area del sito di stoccaggio Helios situato nella contrada “Cappelle”; inoltre nei giorni precedenti il primo cittadino aveva ammesso i rapporti avuti in passato con l’ Igiene Urbana, l’azienda che ha aperto nel 2011 lo stesso sito adesso sotto accusa. La posizione del sindaco è diventata ormai bersaglio di attacchi da più fronti e soprattutto  da parte degli esponenti politici di “colori” opposti. Intanto continuano le indagini e le poltrone nel consiglio comunale scafatese sono in altro mare in particolare quella del sindaco.

Manuel Masucci

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