In UK un’azienda farebbe arrestare i suoi dipendenti immigrati

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UK, Byron Burgers

GRAN BRETAGNA – El Iberico, il giornale spagnolo distribuito gratuitamente fuori alle stazioni della metropolitana di Londra, alcuni giorni fa ha riportato una notizia che ha dell’incredibile.

Una delle compagnie di ristorazione più famose in UK avrebbe collaborato per l’arresto di dipendenti immigrati da Brasile, Albania, Nepal ed Egitto con permessi e documenti irregolari.

La Byron Hamburgers è nata nel 2007 e ad oggi conta più di sessanta ristoranti in UK.  L’azienda avrebbe convocato alcuni dei suoi dipendenti per espletare una formazione professionale obbligatoria, ma all’appuntamento gli operai avrebbero trovato ad attenderli due poliziotti dell’immigrazione.

Il giornale riporta la testimonianza rilasciata da uno degli operai presenti quel giorno:

“Non ho mai visto nulla di simile e credo che non sia una procedura normale. Hanno preso alcuni fogli dove c’erano delle foto e hanno iniziato a leggere i nomi, uno per uno. Nel mio ristorante – spiega l’uomo – hanno citato sei persone, anche se due di loro non erano lì in quel momento. Ci hanno spiegato che non si trattava di un allenamento, quanto piuttosto di una verifica circa le persone che lavorano illegalmente. Metto la mano sul fuoco che almeno 100 persone lavorano illegalmente per Byron, anche se il numero esatto possono conoscerlo solo la polizia e l’azienda stessa.

Il raid avrebbe avuto luogo nello stesso tempo in 15 ristoranti Byron Hamburgers e si parla di circa 50 lavoratori espulsi e rimandati a casa, mentre altri, più di un centinaio,  sono attualmente nascosti. Sono convinto che i manager conoscevano la situazione di queste persone già dal primo giorno in cui sono state assunte. Forse l’azienda ha preferito tenerli e spingerli a lavorare anche per più 60 ore a settimana, almeno fino a quando ha potuto.”

In tutta risposta, la Byron Hamburgers ha dichiarato di non essere a conoscenza delle contraffazioni adottate dai suoi dipendenti e il Ministero degli Interni ha riconosciuto la compagnia come datore di lavoro pienamente compatibile con l’immigrazione e le politiche legate al diritto del lavoro.

Gli ex dipendenti avrebbero adottato una sofisticata documentazione contraffatta, che avrebbe eluso i controlli dell’azienda ma che non avrebbe ingannato il Ministero degli Interni.

In realtà, non si esclude la possibilità che eventi come questo possano verificarsi ancora in tutto il Regno Unito. Migliaia di persone hanno manifestato ieri e nei giorni scorsi in segno di solidarietà per i lavoratori espulsi e si parla di questa come di una logica conseguenza della Brexit. La politica adottata dalla polizia e sostenuta dalla stessa compagnia Byron non è stata ben vista dalla popolazione, schierata e ancora scossa dai risultati del referendum.

Si fa dunque sempre più forte la pressione sugli immigrati in UK, che attendono con ansia di conoscere quali saranno le loro sorti in quello che in Governo conservatore della May sta trasformando in un clima incandescente, dove anche xenofobia e razzismo pare siano improvvisamente esplosi come sentimenti preponderanti di un malcontento generale.

Anna Lisa Lo Sapio

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it

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