SSC Napoli, una censura vergognosa

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Napoli, la censura della vergogna

La SSC Napoli ha scelto, con uno scarno comunicato comparso sul sito della società il 18 agosto 2016, di porsi al di fuori del mondo della comunicazione trasparente.

«Da questa stagione, agli incontri con i media di Maurizio Sarri, allenatore della nostra prima squadra, potranno partecipare i giornalisti delle testate direttamente invitate dalla Società Sportiva Calcio Napoli. Il primo incontro della stagione si svolgerà sabato 20 agosto alle ore 15 presso la Sala Stampa del Centro Sportivo di Castel Volturno.»

Queste laconiche parole, non una di più, non una di meno, segnano una vergognosa pietra miliare nel rapporto tra società sportive e media.

Diciamo addio alle poco interessanti conferenze stampa che già di consueto ci accompagnano durante le stagioni sportive, accese ben più dalle boutades teatrali e financo grottesche di tecnici e presidenti calati nel ruolo di patetici giullari che non da dibattiti su questioni tattiche, di gran lunga più connesse allo svolgimento del giuoco del calcio e proprio per questo bistrattate tanto dal popolo pallonaro quanto da chi confeziona il prodotto calcio-entertainment da vendere in costosi pacchetti sulle due pay-tv nostrane.

Salutiamo, con il dovuto sdegno, questi “incontri con i media” che rendono le testate amiche, ovvero quelle legate contrattualmente (Sky Sport, Premium Sport, Radio Kiss Kiss Napoli) o per opportunità (Il Mattino, La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport-Stadio), e forse qualche altro su invito, purché logicamente non si sia troppo scomodi, perché come gli inviti arrivano possono anche non essere più inviati.

Le piccole e medie testate, invece, dovranno accontentarsi di rielaborare notizie prefiltrate, non potendo dunque accedere alle fonti primarie e non potendo offrire così al pubblico la possibilità di cogliere la comunicazione non verbale e non filtrata, necessaria per una completa e corretta informazione.

Nell’auspicio che Aurelio De Laurentiis ponga al più presto fine a questa colossale pagliacciata che crea un pericoloso precedente per un’informazione sempre meno libera, sarebbe opportuno un intervento fermo e deciso da parte dell’Ordine dei Giornalisti che invece, purtroppo, tace su questa vergognosa faccenda, a meno che non si prenda per vero un comunicato comparso su SpazioNapoli, riportato parzialmente anche su AgenParl, ma non presente né sui siti né sui profili social dell’OdG né campano né nazionale.

Simone Moricca

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