Il post che ha diviso Scafati, Casciello e Grimaldi rispondono

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Aliberti
Alberti

Scafati, città nella provincia salernitana, vive da tempo un periodo di instabilità politica che in questi giorni sembra aver coinvolto anche la sfera social.

Il sindaco, Pasquale Aliberti, ha diviso la comunità scafatese lo scorso 16 Agosto quando, attraverso un post a sfondo razziale, avrebbe criticato i costumi islamici dichiarando:

“Allah sarebbe considerato un profeta, un terrorista o un pedofilo? L’ Islam credete davvero sia una religione, una ideologia o un modo di vivere al quale vogliono convertirci?”.

Le affermazioni hanno provocato aspre tensioni politiche e risposte a tono da parte di esponenti delle realtà associative territoriali, in particolare Raffaella Casciello, membro di ACT! -agire, costruire, trasformare –  è stata intervistata e ci ha risposto così:

In questi giorni si è scatenato un grande dibattito intorno al post del sindaco Pasquale Aliberti, cosa pensi possa causare la divisione mediatica creata dalle sue dichiarazioni?

Casciello: Un politico che ricopre la carica di sindaco, dovrebbe porsi innanzitutto il tema della sicurezza della propria comunità ed avere a cuore la cura dei legami,non lavorare per spezzarli.  La città ha già visto in passato episodi di razzismo gratuiti nei confronti dei migranti. Non bisognerebbe fornire a nessuno l’alibi di essersi potuti sentire dalla parte del giusto.

Ritieni quindi corretta la paura dilagante per il fenomeno terroristico o credi che venga ingigantito dai media?

Casciello: L’Isis rappresenta una forma di nazismo che dobbiamo contribuire a combattere. Stando al fianco dei popoli che si autodeterminano e che certamente dimostrano che la storia si fa facendo. I media dovrebbero raccontare come stanno davvero le cose, avere uno sguardo prismatico sulle questioni.Il rischio di questa sovrapproduzione di immagini, titoli shock, informazioni non verificate che circolano sul web è di generare un calderone in cui è difficile orientarsi, certo far crescere la paura è a sua volta un meccanismo terroristico. 

Il terrore dilagante per la religione musulmana è evidente, si è scatenato un polverone recentemente sulla questione burkini e soprattutto sulle dichiarazioni della Zanardo che ha promosso leggi contro tale capo d’abbigliamento, cosa pensi a riguardo?

Casciello: Siamo figli di una terra meticcia, questo pianeta lo è interamente. Questa cosa di per se è indice di una ricchezza straordinaria da valorizzare. Le grandi religioni mondiali sono un pezzo importante per la definizione delle culture. Questo riguarda tutte le religioni,non solo l’Islam. L’antidoto al terrore sono la conoscenza e i percorsi di autodeterminazione; per questo credo che la Zanardo sbagli.Non saranno certo divieti a realizzare emancipazione. L’effetto paradossale che potrebbe avere un divieto di questo genere è mettere nella condizione le donne dell’Islam più conservativo di non recarsi più in spiaggia. Una cosa inaccettabile. La nostra sarebbe davvero una società libertaria? Quante sono le donne che bombardate dalla pubblicità non si sentono a proprio agio con il proprio corpo? Liberiamo i corpi ma facciamolo davvero.

Tornando alla città di Scafati, Aliberti non è nuovo ad uscite social che scatenano divisioni, come per esempio quella aspramente criticata nei confronti dell’ ex decreto legge Cirinnà. Cosa pensi al riguardo?

Casciello: Raccontare la vicenda politica di Pasquale Aliberti vuol dire fare il conto con uno dei più grandi fallimenti politici della storia dell’agro nocerino -sarnese. Dalle casse della città, alla costruzione di opportunità di welfare e di lavoro,alla annosa questione ambientale, ai suoi intrecci di potere, la sindacatura Aliberti, racconta  di un tragico decennio per la città di Scafati. Politicamente poi il sindaco , ha dimostrato di avere una grettezza culturale, figlia della peggiore destra della nostra provincia: dai migranti ai diritti LGBT, al più generale accesso alla democrazia partecipata.

Pensi quindi che sia il momento di praticare un’alternativa?

Casciello: Abbiamo bisogno di lavorare alla costruzione di un fronte ampio di liberazione della città. Dobbiamo dare protagonismo ai giovani competenti delle nostre terre, lavorare tutti in questa direzione, riscattare  la dignità ferita di una città e tornare a credere che la politica possa cambiare in meglio la vita di tutti e non solo di qualcuno. A partire dai beni confiscati alle mafie e in disuso che ci sono città. Sarebbe bello immaginare forme cooperative di messa a reddito basate sull’innovazione a partire dalla vocazione agricola del nostro territorio. Ci hanno convinto che siamo destinati all’emigrazione, al cemento, a spendere soldi in rotonde,dossi e ponti stile inglese,ma non abbiamo nulla in meno di altri per immaginare una città all’altezza delle nostre aspettative di vita.

Anche Michele Grimaldi, consigliere comunale  di opposizione a Scafati e militante del PD, ha espresso la sua opinione sulla vicenda controversa:

Cosa pensi della divisione creatasi e della situazione scafatese in generale?

Grimaldi: Sarebbe facile liquidare le  parole di Aliberti come xenofobe e razziste, ma temo ci sia di peggio: questa xenofobia e questo razzismo sono utilizzati dal Sindaco per legittimarsi agli occhi dei livelli superiore della Lega di Salvini, partito col quale credo lui voglia candidarsi alle prossime politiche. Come al solito, a pagare il prezzo è la nostra Scafati, che dopo quelle parole si ritrova più divisa. D’altronde, con una commissione d’accesso insediata al Comune, e le vicende della Helios che continua ad inquinare, delle case popolari occupate da pregiudicati, della gestione opaca di Scafati Solidale, Aliberti dovrebbe provare ad occuparsi della città, e non a scrivere pensieri in libertà condizionati dal forte sole di Agosto.

 Come giudichi l’odio incondizionato per l’Islam anche alla luce della questione burkini?

Grimaldi: Uno dei miei primi atti da consigliere comunale è stato quello di presentare una mozione a sostegno delle politiche di integrazione della nostra città,indipendentemente dalla “provenienza”. Le faccio un esempio: io sono stato accusato dal Sindaco di voler fare aprire una Moschea a Scafati. Il punto è che a Scafati, una Moschea già c’è, ma tanti nostri concittadini devono pagare per pregare. Io avevo proposto di concedere alla comunità islamica un bene comunale, perché considero una cosa sbagliata, che chiunque, di qualsiasi fede, debba pagare per pregare. Dico questo non solo perché così si favorisce l’integrazione e la sicurezza, ma perché penso che l’Europa debba difendere sul serio i suoi valori, come la libertà di scelta ed il progresso. Anche su questa vicenda del burkini, io penso che nessun uomo possa imporre a nessuna donna, come e quando vestirsi: questa è la libertà, imporre o vietare un costume è oscurantismo di stato.

Aliberti Scafati indagini antimafia camorraInsomma Aliberti ricade nel calderone e subisce nuovamente gli attacchi di una comunità che ormai lo ritene una figura davvero “scomoda”.

Manuel Masucci

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