Il San Carlo onora gli 80 anni di Carla Fracci

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carla fracci

Mercoledì 26 e giovedì 27 ottobre, il teatro San Carlo di Napoli cederà il suo palco ad étoiles internazionali e ospiti importanti inseriti nella rassegna “Autunno Danza”, in onore degli 80 anni della poliedrica artista Carla Fracci.

Non si poteva fare altrimenti per una tale personalità, così ben inserita nell’ambito culturale partenopeo e in quello teatrale de La Scala, danzatrice classica di prim’ordine, ha iniziato la sua carriera quasi per caso. “Non ho mai amato festeggiare i miei compleanni e anche questa volta sarà lo stesso, starò in famiglia, con i miei nipoti, anche se sì, riconosco che è un traguardo significativo”, spiega Carla Fracci, in vista del suo compleanno ricorrente oggi, 20 agosto.

Innumerevoli le sue apparizioni, dal 1969 ai giorni nostri, sul palcoscenico del San Carlo. La sovrintendente del teatro, Rosanna Purchia, afferma: “Era non solo doveroso rendere un omaggio a Carla Fracci, per ciò che rappresenta in Italia e nel mondo, per la danza e le arti ma ancora di più per quel rapporto di grandi emozioni, quasi viscerali, che la lega a Napoli, alla nostra sala, al nostro pubblico, nel segno di tanta storia e tanto credo per l’arte, vissuto insieme; è un gesto d’affetto che sorge da tutto il Teatro, quello di volerle dedicare uno spettacolo, in cui i nostri, i suoi spettatori avranno modo di applaudirla, e noi speriamo vorrà accogliere ancora una volta quegli applausi dal palcoscenico, che tante volte l’ha ospitata.”

Nata a Milano il 20 agosto del 1936, figlia di un tramviere, comincia a danzare a 10 anni alla scuola della Scala e ha tra i maestri Vera Volkova, diplomandosi nel 1954 e diventando, seguiti alcuni stage internazionali, prima ballerina tre anni dopo.

Grazie un casuale contatto con un orchestrale alla Scala di Milano, Carla inizia a far sul serio, mettendosi in gioco ed esibendo il suo talento. “All’inizio non capivo il senso degli esercizi ripetuti, del sacrificio, dell’impegno totale mentale e fisico sino al dito mignolo” ha più volte raccontato da quando vide un coreografo correggere il dito mignolo di Margot Fonteyn, professionista da lei ammirata e imitata.

Dopo aver fatto parte di varie compagnie straniere (il London Festival Ballet, il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet al Royal Swedish Ballet), dagli anni ‘80 sarà direttrice del corpo di ballo del San Carlo, dell’Arena di Verona, infine dell’Opera di Roma.

La sua esile corporatura e il suo eclettismo le ha permesso di prestare il suo corpo ai più grandi personaggi. Il pubblico la ricorda per le sue più importanti interpretazioni. Ha danzato sulle note del regista, suo marito, Beppe Menegatti, in un memorabile al San Carlo di Filumena Marturano, tratto dal testo di Edoardo De Filippo. Ha indossato gli abiti di Giulietta al teatro San Carlo accanto a Gheorhe Iancu. Ha interpretato Margherita nella “Signora delle camelie” (al San Carlo nel 1982, in una stagione che la vide anche nelle sembianze Giselle, da lei più volte interpretata al Massimo napoletano).
Numerosi sono i successi: nel 1989 con la creazione dedicata a Nijinsky, con la partecipazione di Giuseppe Picone, direttore del corpo di ballo del San Carlo; nel 2013 Beppe Menegatti ha ideato “Das Marienleben – Sogno annunciazione vita di Maria”, con la coreografia di Luc Bouy, dove ha danzato accanto ad Alessandro Macario.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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