Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli si mobilita per la nuova biblioteca

Slitta la disponibilità della sede designata per la biblioteca dell'Istituto, anche la Procura indaga: "danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale"

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“Quando le forze barbare prendono il sopravvento e distruggono le biblioteche e i grandi monumenti, gli uomini, vedendosi privati delle risorse per continuare le loro opere, devono rassegnarsi alla morte”. È la citazione di Benedetto Croce che convinse Gerardo Marotta ad essere tra i protagonisti della fondazione e della reggenza dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, da tempo ormai al centro delle querelle per la mancata assegnazione di una sede per la sua biblioteca. L’Istituto nasce a Roma a Palazzo Corsini, sede dell’Accademia nazionale dei Lincei, nel 1975 dall’idea di Enrico Cerulli, Presidente dell’Accademia, Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli, direttore della Scuola Normale di Pisa e, appunto, da Gerardo Marotta avvocato di successo.

L’attività didattica e scientifica si è sempre svolta a Napoli prima in via Calascione e poi, nel 1983, presso il settecentesco Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio, dal momento in cui venne acquisito dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali al patrimonio dello Stato.

L’Istituto per gli studi filosofici è stato, come ha affermato il prof. Paul Dibon, “un crocevia della cultura europea”. Hanno tenuto conferenze personalità come Eugenio Garin, Luigi Firpo, Hans-Georg Gadamer e persino Karl Popper. A un ritmo sempre più intenso “per dare un contributo al riavvicinamento fra la cultura filosofico-umanistica e quella scientifica” si sono tenuti seminari di fisica e di biologia, cui hanno partecipato vari premi Nobel, da Rita Levi Montalcini a Carlo Rubbia, da Steven Weinberg a Sheldon Glashow (1979 per la Fisica), da Marx Perutz (1962 per la Chimica) a Ilya Prigogine (1977 per la Chimica). Ernst Gombrich, Francis Haskell, Ferdinando Bologna, Jean Starobinski hanno tenuto seminari di storia e teoria dell’arte.  Corposi anche gli eventi svoltisi con la collaborazione dei centri di ricerca esteri come Warburg Institute di Londra, l’École Pratique des Études di Parigi, le università di Cambridge, Warwick, Rotterdam, Austin, Monaco, Francoforte, Amburgo, Tubinga, Erlangen.

Nel 1993 l’Unesco riconobbe che: «L’Istituto organizza corsi e colloqui ovunque nell’Europa occidentale, pubblica opere in sei lingue, antiche e moderne, contribuendo a fare della sua città una vera capitale culturale».

Tutto questo rischia di essere cancellato per via dei tagli selvaggi ai finanziamenti pubblici assicurati prima da Carlo Azeglio Ciampi con la manovra relativa all’8 per mille, poi nel 2009 a causa dei tagli previsti dal ministro della famosa frase “con la Cultura non si mangia”,  Giulio Tremonti. Anche se i mandanti nel corso degli anni sono cambiati, l’indirizzo politico è sempre lo stesso, fino a rendere impossibile per il Presidente e legale rappresentante Gerardo Marotta pagare l’affitto della sede Palazzo Serra di Cassano.

La Regione Campania già nel 2001 con delibera n. 6039, individuò come sede della biblioteca i locali dell’ex-CONI in Piazza Santa Maria degli Angeli n. 1, a pochi passi dalla sede dell’Istituto, “al fine di garantire la necessaria vicinanza tra la biblioteca e il luogo in cui quotidianamente si svolge un’intensa attività di seminari, così da assicurare la fruibilità del patrimonio librario al vasto pubblico di studiosi e ricercatori”. Tuttavia si vive una situazione di stallo. La mancanza di una sede, come quella di fondi, costringe a chiudere un patrimonio incommensurabile di oltre trecentomila libri — tra cui edizioni originali di Benedetto Croce e Giordano Bruno — in scatoloni per essere depositati in magazzini privati, lasciandoli ammuffire e a rischio furto. Questo “sfratto della cultura” è stato definito dal Presidente del polo culturale come «genocidio culturale», «una pulizia etnica di intellettuali, liberi pensatori, uomini e donne».

Per queste ragioni, sul sito dell’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici è stato pubblicato un appello in cui si invita il Ministero per i Beni Culturali a sollecitare il Governo a presentare un disegno di legge al Parlamento diretto a garantire un finanziamento stabile per l’Istituto, in modo che gli permetta di svolgere a pieno la sua attività di ricerca e la sua funzione civile.

Appello che vede come primi firmatari: Felia Allum, Marie-Pierrette Allum, Percy Allum, Remo Bodei, Alberto Burgio, Gaetano Calabrò, Luciano Canfora, Giulietto Chiesa, Gianni Ferrara, Stanislao Lauria, Domenico Losurdo, Paolo Maddalena, Ugo Mattei, Aldo A. Mola,Tomaso Montanari, Franco Roberti, Stefano Rodotà, Roberto Saviano, Salvatore Settis, Gianni Vattimo, Gustavo Zagrebelsky.

Negli ultimi anni la battaglia è stata abbracciata anche dall’ Avv. Elena Coccia, vice sindaco della città Metropolitana di Napoli e dal consigliere del comune di Napoli Antonio Luongo, i quali nel 2013 insieme ad un Comitato Civico, con apposito profilo su facebook “Salviamo l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici”, hanno raccolto oltre diecimila firme affinché il sindaco De Magistris e la sua giunta si impegnassero in prima persona a risolvere il problema. Nell’aprile 2014 hanno ottenuto attraverso una delibera consiliare che l’Istituto venisse riconosciuto “BENE COMUNE DELLA CITTÀ DI NAPOLI DI RILIEVO NAZIONALE E INTERNAZIONALE”, al fine di non localizzare uno scandalo culturale che in realtà coinvolge l’intero Paese.

Il rimanere inerte delle istituzioni pubbliche ha fatto sì che venisse lanciata una petizione online diretta al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e al Ministro Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini affinché questa situazione si sblocchi ed inizino i lavori di ristrutturazione della sede preposta a in Piazza Santa Maria degli Angeli n.1.

Inoltre, il 12 agosto 2016, cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni hanno dato vita ad una manifestazione a sostegno dell’Istituto italiano studi filosofici culminando in una simbolica occupazione dell’appartamento assegnato alla Biblioteca.

La forte polemica contro la negligenza della politica ha contribuito all’apertura  delle indagini da parte della Procura di Napoli. La squadra operativa è diretta dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, la stessa sezione che in passato ha indagato sullo scandalo della Biblioteca dei Girolamini, ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di “danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale” previsto dall’articolo 733 del codice penale.

Maria Luisa Allocca

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