Sono certo che tutti voi conosciate almeno una persona che vi ignora completamente, che vi riserva un sottile astio o peggio, che vada in giro a parlar male di voi, salvo poi farsi viva una volta l’anno con stucchevole ipocrisia per augurarvi buon compleanno, buona Pasqua o per dirvi che il vostro nuovo taglio di capelli è, wow, davvero figo.

Il #brainch della domenicaNell’ipotetico gioco degli assurdi, i nostri governanti sono proprio quella persona, che vorremmo tanto bloccare su whatsapp, su facebook e pure su instagram, perché pubblica tutto l’anno foto di vacanze, apericene, escursioni in kayak e parapendio e dannazione, mai una volta che si vedesse a lavorare.

L’ultimo spergiuro su cui Renzi, Hollande e Merkel hanno candidamente impresso i loro volti pacioccosi e impavidi di boria è stata la passerella di Ventotene, con annessa visita alla tomba di Altiero Spinelli, autore di quel Manifesto che fu idea fondante di un’Europa unita.

Inutile sottolineare come quel testo ebbe, attraverso la caratura dogmatica dei suoi enunciati e la risonanza morale dei suoi princìpi, un ruolo precipuo nella costituzione dell’allora CECA (la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), e in generale nell’innesco del processo comunitario di cui oggi Renzi, Hollande e Merkel sono eredi al trono.

Il Manifesto di Ventotene, d’altronde, era impregnato di valori socialisti e intessuto della logica rifondante allora molto in voga in un continente sepolto sotto le macerie ancora fumanti della seconda guerra mondiale, stravolto dalla lotta e dal successivo abbattimento del nemico nazi-fascista e provato da un difficile processo di ricostituzione etica e geopolitica.

Appare quasi un parossismo immaginare oggi come oltre settant’anni fa, nel confino di un’isola laziale, nel comune esilio di prigionieri politici accomunati dall’antifascismo, possa essere stato ideato e redatto il testo ispiratore di questa Unione Europea.

Altiero Spinelli, padre nobile di quel processo, vittima morale e fisica dei soprusi del totalitarismo, avrebbe senz’altro desiderato evitarsi la frivola messinscena dei bouquet di fiori gialloblù accomodati al suo sepolcro, soprattutto se a deporli sarebbero dovute essere le mani di coloro che in prima battuta si sono fatti araldi di una nuova epoca di violenze e macellerie sociali.

Come possono Renzi, Hollande e Merkel incarnare l’eredità storica e politica del Manifesto di Ventotene e dell’Europa dei Popoli? Con quale insolenza i responsabili di porcherie quali il Jobs Act e la Loi Travail osano omaggiare chi propugnava l’emancipazione della classe lavoratrice?

I tre leader europei – ormai orfani del loro omologo britannico – camminano a braccetto come amichetti complici, osannano un requiem di speranza davanti alle telecamere, e giù applausi e cenni d’assenso.

Muro spinato migranti
Una folla di migranti accalcata sul muro di filo spinato eretto in Ungheria

Tutt’intorno, sorgono le nuove macerie del totalitarismo capitalistico: si ergono muri di filo spinato e si chiudono le frontiere, si contano i cadaveri annegati nel Mediterraneo e ci si lecca le ferite di attentati mentre si abbozza una nuova generica compressione di diritti e di salari in nome dell’unità, della pace, della sicurezza.

Dubito che l’idea di Europa unita di Spinelli prevedesse l’erogare liquidità infinita alle banche ed affamare i popoli, forzare le manovre imperialistiche in Nord Africa ed in Medio Oriente e soggiogare i migranti come spauracchio da consegnare in pasto all’ignoranza. Ieri erano gli ebrei, oggi sono loro.

E la differenza con quegli anni di miseria nera, a conti fatti, non è poi molta. Nel mezzo, appena qualche fugace utopia a cui dedicare un mazzo di fiori ed un sorriso compiaciuto. Ma questo, probabilmente Matteo, François ed Angela lo sanno molto bene. Ed è per tale motivo che la loro foto, ai miei occhi, appare ancora più raccapricciante.

A domenica prossima, lettori cari.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

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