Napoli – Poco prima della mezzanotte un nuovo agguato nel quartiere Ponticelli di Napoli. Dentro una Ford C-Max in via cupa San Michele (al confine con il comune di San Giorgio a Cremano), i poliziotti del commissariato del quartiere trovano un uomo ucciso da alcuni colpi di pistola alla testa. Cinque i colpi sparati. Niente documenti, solo una patente di guida con generalità false. Si tratta sicuramente di un regolamento di conti di mano camorristica, ma si era ancora incerti su chi fosse la vittima. 

PonticelliPoi, grazie all’utilizzo delle impronte digitali, si scoprono nome e cognome dell’uomo ritrovato nella macchina rubata, il cui furto era stato denunciato a giugno. Lui è Flavio Salzano, 29 anni, latitante. 

La Questura di Napoli indaga ancora sul movente che ha portato all’esecuzione del Salzano; ma probabilmente la solita faida camorristica tra i clan del quartiere per affermare la proprio egemonia sul territorio è il motivo dell’omicidio. 

Sono due i clan che si contengono la zona di Ponticelli: D’amico e Di Micco. Ciò che probabilmente ha messo il Salzano nel mirino dei suoi assassini è la sua complicità con entrambi i clan del quartiere Conocal di Ponticelli

La vittima, infatti, ora affiliata al clan Di Micco, “lavorava” precedentemente con il clan avversario. Al 2014 risale l’accusa a carica del Salzano di aver gestito una piazza di spiaccio per conto del clan D’Amico. Fu questa l’occasione che lo vide tra i destinatari dell’operazione “Delenda”, durante la quale vennero riconosciute ben 89 persone ritenute affiliate del clan suddetto. Da allora il Salzano lasciò il gruppo camorristico di cui faceva parte per aderire a quello avversario. 

Stanotte, a quanto pare, il regolamento di conti per quella scelta. 

Lucia Ciruzzi